Vitucci: «Noi favoriti?
No, meglio diffidare di Cantù»

Domenica la San Bernardo sul campo di Brindisi, che è la grande sorpresa del campionato. Da outsider il team di casa si ritrova ora secondo in classifica, ma il suo allenatore teme la squadra brianzola.

Vitucci: «Noi favoriti? No, meglio diffidare di Cantù»

Le primavere sono 57, le presenze da capo allenatore in serie hanno ormai abbondantemente oltrepassato quota 400 (solo Pancotto, Bucchi e Messina tra gli attuali coach del massimo campionato ne vantano in misura maggiore) - alle quali si aggiungono le 150 in A2 -, mentre per longevità su una stessa panchina è il terzo, essendo a Brindisi dal dicembre 2017 e avendo nei mesi scorsi iniziato la sua terza stagione “piena” alla guida dell’Happy Casa (inarrivabile Dalmasson a Trieste alla decima annata, mentre De Raffaele è “capo” a Venezia dalla primavera 2016).

Esaurite le presentazioni e banditi i convenevoli, si segnala la circostanza che la Brindisi di Francesco “Frank” Vitucci - domenica affronterà in casa l’Acqua S.Bernardo - è seconda in classifica a due sole lunghezze dall’imbattuta Milano e con praterie di margine sulle più immediate inseguitrici. I pugliesi hanno perso all’esordio in campionato con la Reyer per poi inanellare otto successivi uno via l’altro.

Insomma, Brindisi è una gran bella sorpresa, ma viene ritenuta tale anche da chi l’ha quotidianamente in mano? «Sicuramente siamo un pochino sopra le nostre stesse migliori attese - risponde Vitucci - ma al contempo ritengo che siamo pure eccessivamente sovrastimati. Di certo, al di là di ciò che fotografa la classifica, non siano la seconda potenza. Siamo partiti bene sin da agosto e stiamo andando bene in un campionato anomalo perché abbiamo incastrato i pezzi molto velocemente. E allora rispondo che rappresentiamo una parziale sorpresa. Di buono c’è che con i risultati si è accresciuta anche la fiducia, dopodiché è risaputo che l’appetito vien mangiando...».

Da anni azzeccate gli americani e alcuni di loro si rivelano autentici trascinatori, ma dove li mettiamo i meriti del loro allenatore? «Non sono io che devo dirlo. Semmai sono contento del fatto che anche stavolta abbiamo indovinato la scelta dei ragazzi. E dal punto di vista professionale c’è la soddisfazione di notare che anche questa si annuncia come una buona stagione per noi. Quando sono stato chiamato qui, Brindisi era ultima in classifica e poi si è salvata. Ebbene, l’anno dopo abbiamo cambiato 12 giocatori, quello seguente 9 e quello successivo 8. Insomma, siamo sempre ripartiti da capo. Segnalo anche, però, che talvolta sembriamo anche più belli di quello che in realtà siamo veramente».

Funziona, su questo non ci sono dubbi, il sodalizio Vitucci-Giofrè (quest’ultimo, canturino, è il ds del club) che si era composto a Varese ormai diverse annate or sono, con i biancorossi - certo non uno squadrone - a un nulla dalla finale scudetto. «Siamo in una società in cui si ascolta il presidente, il quale ha indubbiamente voce in capitolo e rappresenta un supporto fondamentale nelle scelte strategiche. Ma poi ci lascia ampia libertà di manovra. Simone (Giofrè, ndr) è quello che opera il primo filtro, dopodiché mi passa una lista di tot giocatori, io li scannerizzo uno per uno poi ci riconfrontiamo e infine decidiamo su chi andare. Tenendoci sempre pronte delle alternative perché il mercato è solitamente assai complicato».

Oggettivamente, a cosa puntate quest’anno? «L’obiettivo minimo di partenza era una salvezza senza affanni, poi l’asticella un po’ alla volta si è alzata e ora possiamo considerare di alzarla ancora anche se è un filo prematuro definire compiutamente l’obiettivo. Senza nasconderci, possiamo ammettere che le Final Eight di Coppa Italia sono già in ghiaccio e sarebbe ridicolo negarlo. Con altrettanta onestà e senza presunzione, faccio presente che nei miei tre anni a Brindisi, sarebbe la terza volta che raggiungiamo le F8. Per una realtà come la nostra un traguardo tutt’altro che scontato».

Domenica contro Cantù una sfida che si annuncia decisamente alla vostra portata. «Calma. Per noi è più importante questa partita di quella successiva contro Milano. Quella del collega Pancotto è squadra ben allenata e che sa giocare in maniera molto efficace. Dovremo disputare una partita accorta e giudiziosa oltre che rispettosa, cercando di restare sempre molto attenti, dispensando energia pre l’intero arco del match».

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