Bazarevich non fa mistero «Cantù, sono preoccupato»
Coach Sergej Bazarevich

Bazarevich non fa mistero
«Cantù, sono preoccupato»

L’allenatore dell’Acqua Vitasnella confessa di essere alle prese con problemi di non semplice soluzione.

Sin dal suo arrivo a Cantù, lei aveva indicato nella difesa il punto debole della squadra. Intanto sono arrivati diversi nuovi giocatori, ma il problema non è stato risolto.

«Vero che c’è un sistema difensivo innanzitutto da apprendere e poi da imparare da parte di ogni nuovo giocatore che arriva e questa è senza dubbio una delle ragioni per cui subiamo così tanto. Ma al contempo, tale incomprensione è pure una scusa ai quali i giocatori si aggrappano. A mio avviso a questo aspetto si può comunque ovviare con l’intensità e l’applicazione individuale. E questo non avviene».

Ora lei ha una squadra individualmente più forte di quella di quando è arrivato però ha anche meno tempo per lavorare poiché siamo già nel girone di ritorno e non rimangono molte partite per raggiungere l’obiettivo dichiarato dei playoff. È preoccupato di dover assemblare una squadra potenzialmente di qualità ma di doverlo fare in tempi ristrettissimi?

«Sì, sono preoccupato perché in effetti questa mia Cantù è come fosse ancora in preseason. Su certi fondamentali è chiaro preferirei avere basi più consistenti e non nascondo che talvolta mi interrogo dicendomi “ma come può funzionare una cosa così?”. Inoltre, è vero che disponiamo di maggior qualità ma rimaniamo però ancora abbastanza corti perché la panchina non è così profonda. Sinceramente, non è facile e ammetto di essere un po’ preoccupato».

L’intervista integrale sull’edizione de La Provincia in edicola domenica 24 gennaio


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