Bravo Cerutti, il solito guerriero Quinto posto di prestigio in Spagna
Jacopo Cerutti (Moto Club Intimiano Natale Noseda)

Bravo Cerutti, il solito guerriero
Quinto posto di prestigio in Spagna

Prima prova del Mondiale e il pilota di Montorfano si fa trovare pronto

Dietro ai piloti ufficiali di Sherco Honda e Hero nel Rally di Andalusia si è piazzato il nostro pilota Jacopo Cerutti, quinto assoluto e primo dei driver privati. La gara spagnola, valevole come prima tappa del Campionato Mondiale Fia Cross Country, aveva valenza internazionale, con più di 80 al via.

Un risultato che alla fine premia la continua crescita del pilota di Montorfano che, in una gara dove non c’era affatto navigazione, ha messo sul piatto d’argento la sua continua e progressiva crescita agonistica. Addirittura nella seconda frazione Cerutti era balzato al secondo posto, ma un errore di un vigilantes ha mandato fuori rotta alcuni atleti tra cui il comasco del moto club Intimiano.

Sono stati quattro i giorni di gara, più il prologo iniziale, per una media di circa 250 chilometri di prova speciali giornalieri più i trasferimenti. Prove molto tecniche e insidiose, che non lasciavano ai piloti un attimo di respiro, nonostante per motivi di sicurezza la navigazione fosse quasi assente. Anche il sole basso all’alba rendeva il tutto ancora più insidioso.

Ma, prima delle premiazioni. un altro colpo di scena: Caimi viene riammesso in gara nonostante un errore in gara così Cerutti passa 6°, ma poi alle premiazione nella top-five viene chiamato proprio il nostro pilota.

«Sono molto soddisfatto della mia gara - dice -. Dopo un prologo iniziale chiuso in sesta posizione ho sempre dato il massimo per cercare di stare davanti in classifica. Il secondo giorno ho fatto segnare il secondo tempo dopo la prima ora di gara, ho avuto qualche problema che mi ha fatto perdere diversi minuti».

Gara tutta d’un fiato. «Da lì in poi ho sempre cercato di spingere più forte possibile: guadagnavo tempo nelle parti più tecniche e ne perdevo un po’ sui tratti più veloci (ho toccato la mia velocità record di 177 km/h), cercando di tenere il ritmo indiavolato dei piloti davanti. Oltretutto, con così poca navigazione non era facile perché non erano ammessi errori. Alla fine, il quinto posto mi rende orgoglioso dei progressi che abbiamo fatto. Siamo sulla strada giusta».


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