Brienza, già 10 anni a Cantù
«Non è l’ora di cambiare aria»

Intervista con Nicola Brienza, l’ormai storico assistente allenatore del team biancoblù.

Alla Pallacanestro Cantù, “Nic” ha appena ufficialmente concluso la sua decima stagione («sarebbero anche undici, ma in realtà il mio primo anno qui non risulta agli atti» osserva colui che è stato l’aiuto allenatore via via di Pino Sacripanti - in entrambe le puntate canturine dell’ormai ex coach dell’Acqua Vitasnella - Luca Dalmonte e Andrea Trinchieri).

E ora lo sarà (anzi già lo è) di Fabio Corbani.

La domanda è allora d’obbligo: non è ancora giunta l’ora di cambiare aria a parte il fatto di risiedere ormai da sette anni a Milano e non più nella natia Cantù?

«No, o quantomeno non necessariamente. Per motivarlo vorrei tuttavia fare una premessa».

Quale?

«Divido la mia, chiamiamola così, carriera in due periodi ben distinti. Ovvero prima e dopo Andrea (Trinchieri, ndr). Perché, oggettivamente, i miei primi anni con Sacripanti e Dalmonte erano quelli in sostanza di un giovane che cercava di dare una mano. Con tanta buona volontà ma ancora poca conoscenza. Insomma, un lavoro più di raccordo che di presa vera e propria».

E poi che è successo?

«Che con Trinchieri e Molin ho preso una coscienza diversa della mia professionalità. Quel quadriennio, unito al recentissimo biennio “sacripantiano”, mi ha forgiato in maniera definitiva e mi sono reso conto dell’importanza che nel frattempo ha assunto il mio ruolo»

E dunque?

«Nel mio percorso mentale, pensando al prossimo futuro, ci sta tutto l’ultimo mio anno di contratto con Cantù e mi fa davvero piacere poter completare l’opera. Dopodiché, alla fine della prossima stagione si imporrà una riflessione. Ora, insomma, non è ancora il momento»

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L’intervista integrale sull’edizione de La Provincia in edicola venerdì 19 giugno

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