Brienza: «Sì, me la sto cavando  Cantù? Ben costruita, sarà la  sorpresa»
Nicola Brienza, canturino doc, 39 anni, alla sua prima stagione a Trento

Brienza: «Sì, me la sto cavando

Cantù? Ben costruita, sarà la sorpresa»

Intervista con il tecnico canturino che ha iniziato molto bene il campionato di serie A alla guida di Trento.

Successo casalingo all’esordio contro Pistoia e affermazione esterna a Reggio Emilia alla seconda di campionato. Il primo ci poteva tranquillamente stare, il secondo magari pure anche se di scontato non aveva proprio nulla. Due su due, dunque per Nicola Brienza, neo-capo allenatore di Trento. Il tecnico canturino non poteva avere miglior approccio alla stagione.

Coach, la immaginiamo tranquillo e sereno all’ombra del Castello del Buonconsiglio a sorseggiare un buon bicchiere di Teroldego...

«Immaginazione eccessiva, anche se in effetti sono lieto e disteso. Me la sto cavando e davvero non posso lamentarmi. Almeno sino a oggi perché domani (oggi, ndr) debuttiamo in Eurocup contro il Galatasaray e in tarda serata potrei ritrovarmi a essere un po’ meno rilassato...

Sabato avete sbancato Reggio Emilia: che impressione le ha fatto la Grissin Bon che sarà domenica avversaria di Cantù?

«La Reggiana dispone di tanti giocatori di talento e di elementi in grado di infiammarsi in qualsiasi momento come ha dimostrato anche contro di noi. Verosimilmente, deve ancora trovare le misure all’interno della squadra stessa. Ed è più che comprensibile alla luce di ciò che ho affermato in precedenza».

Pregandola di rispondere ergendosi al di sopra delle parti e di non dar retta dunque al cuore, dell’Acqua San Bernardo che considerazione ha?

«Si tratta di una squadra costruita bene, con un suo senso e una sua logica ovviamente in funzione del budget a disposizione. Alcuni suoi elementi hanno le potenzialità per diventare tra qualche mese giocatori importanti nella nostra lega».

Nei ranking e nei pronostici di vigilia campionato, Cantù era posta appena sopra le ultime due destinate a retrocedere, Pistoia e Pesaro. Concorda?

Non credo che i miei amici di Cantù debbano preoccuparsi di salvarsi. Anzi, per me la San Bernardo potrà essere un’autentica sorpresa».

L’intervista integrale sulla Provincia di martedì 1 ottobre


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