Burnell: «Cantù, mi esalta l’idea di giocare per questi tifosi»
Il calore dei tifosi ha contagiato i nuovi arrivati alla Pallacanestro Cantù (Foto by Butti)

Burnell: «Cantù, mi esalta l’idea
di giocare per questi tifosi»

Entusiasmo, e contagioso, alle stelle nel giorno del raduno

Non ci sono ferie, ferragosti e acquazzoni pomeridiani che scoraggino la gente di Cantù. Che ancora non si è abbonata in massa – poco più di mille abbonamenti acquistati dall’inizio della campagna “RiparTiamo Cantù, che riprenderà lunedì prossimo con la terza e ultima fase -, ma in quanto a curiosità non la batte nessuno.

«Non sto nella pelle, voglio giocare e fare delle buone performance», dice Corban Collins. Impaziente lo è anche Jason Burnell: «L’idea di giocare di fronte a dei tifosi così caldi come quelli canturini mi esalta davvero molto. Per me è stato un grande impatto con questa realtà, ben superiore alle mie aspettative. Credo di essere capitato nel posto giusto per il mio primo anno da rookie in Europa: è una sfida, sono pronto e giocarmela con i miei compagni di squadra».

Kevarrius Hayes, pure lui appare determinato: «Vogliamo supportare la città di Cantù e renderla orgogliosa di noi».

Tre volti nuovi in un oceano di nuovi. Perché, della squadra dello scorso anno, è rimasto ben poco. C’è Andrea La Torre, unico confermato tra i “grandi” oltre a Biram Baparapè: «Per me sarà un campionato importantissimo. Innanzitutto, ed è già un successo, sto nella stessa squadra per più di una stagione e non mi era mai capitato prima. Sono molto fiducioso, tra poco andremo in ritiro e non vedo l’ora di conoscere meglio i nuovi compagni. Sono eccitatissimo e ho voglia di migliorami rispetto allo scorso anno. I tifosi? Sinceramente non mi aspettavo già al 12 agosto tutto questo calore, li ringrazio». E viene travolto da piccoli fans con cui si mette a tirare da 3.

Prima dell’abbraccio con i tifosi, c’è stato un breve momento più “istituzionale”, in attesa di una kermesse ufficiale a mercato ultimato e quando la squadra sarà al completo. Presentato velocemente lo staff tecnico, i dirigenti e il roster – all’appello mancavano l’italodominicano Yancarlos Rodriguez, Wes Clark che arriverà giovedì e Jeremiah Wilson che si aggregherà a fine ritiro -, è stato coach Cesare Pancotto a prendere in mano il microfono.

Poche parole, ma molto chiare: «Un saluto ai canturini. Ringrazio la società che mi ha scelto, anzi ci siamo scelti. Abbiamo anche deciso di condividere un percorso duro e tosto, ma vogliamo percorrerlo insieme a questi splendidi tifosi. In bocca al lupo!». E giù applausi.


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