Caja, un avvertimento a Cantù  «Veniamo a salvarci a Desio»
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Caja, un avvertimento a Cantù

«Veniamo a salvarci a Desio»

A tu per tu con il coach di Varese in vista dell’atteso derby di domenica con Cantù.

Come ha fatto una squadra come la sua che ancora non più tardi di un mesetto fa stazionava in coda a darsi una mossa tale da consentirle di mettere in fila cinque vittorie una dietro l’altra (è la striscia aperta più lunga in serie A) per porsi al riparo dalle avversità?

«La squadra ha lavorato nel modo giusto con buona attitudine e il giusto atteggiamento - la risposta del coach varesino Attilio Caja -. Non nascondo che il fatto di conoscere già tre giocatori quali Kangur, Eyenga e Maynor (Caja era stato chiamato a Varese nel 2014-2015 dopo l’addio alla panchina di Pozzecco, ndr) abbia giovato perché la credibilità che avevo verso di loro in quei momenti dove tutto sembrava buio e non si intravedeva la luce la fiducia in quello che avevamo fatto due anni prima è stata molto importante. Perché loro hanno trasmesso quel messaggio agli altri».

Un mese fa si individuava questo derby come “partita salvezza”. Ora che invece sia voi sia Cantù siete decisamente più tranquille e dunque con meno pressione addosso, possibile si possa assistere a una sfida più bella e spettacolare? «No, perché entrambe siamo consapevoli che occorre ottenere ancora una vittoria per tagliare il traguardo. Lo striscione lo vediamo ma siamo ancora lungo il rettilineo d’arrivo. E per superare il traguardo servono due punti che prima li prendiamo e meglio è. Non scordiamo inoltre che in un derby l’aspetto emotivo e il “contorno” rappresentano componenti in grado di incidere parecchio. Per questo mi aspetto una battaglia».

L’intervista completa su La Provincia di giovedì 30 marzo

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