Banchini: «Il mio rimpianto?
Quei gol incassati al 90°»

Parla l’allenatore del Como, ora che c’è la certezza della stagione finita

Banchini: «Il mio rimpianto? Quei gol incassati al 90°»
Marco Banchini, allenatore del Como
(Foto di Cusa)

Tre settimane prima dello stop il Como vinceva con il Renate ed era al nono posto in classifica. Le cose sono cambiate in tre partite, in cui è arrivato un solo punto. Sarebbe bastato anche solo non prendere gol al 51’ ad Arezzo, dove il Como stava vincendo, e oggi Banchini starebbe preparando la sua squadra per i playoff.

Mister, più colpa della sfortuna o più colpa... del Como?

L’unica cosa che si può dire è che il campionato non era finito, ne mancava un terzo. Questo non è il risultato finale di una stagione intera, che noi avremmo di sicuro chiuso diversamente. Però se dobbiamo fare un mea culpa, la cosa che continua a pesarmi di più sono i punti lasciati al 90’ e oltre.

Il Como non è ai playoff per questo?

Tre possibili vittorie, con l’Arezzo appunto, e in casa con Juve e Lecco. E sono sei punti, che erano tranquillamente alla nostra portata. Se vogliamo anche altri due punti con Monza e Renate. Ma soprattutto quelle tre vittorie mancate pesano tantissimo. Poi, se vogliamo rovesciare la medaglia, nel calcio ad alti livelli almeno quattro o cinque gare a domenica si risolvono nel finale, il che vuole anche dire che siamo stati capaci di confrontarci alla pari con avversari validi, e fino all’ultimo. Ma ci sono costati cari, ed è un grande rammarico.

Costa anche quella fase negativa arrivata proprio poco prima dello stop. La squadra era in crisi?

Venivamo da un eccellente inizio del girone di ritorno, credo il momento migliore del campionato. E dopo la sconfitta in casa con la Pistoiese siamo andati ad Arezzo a sfiorare la vittoria. Una squadra in crisi non l’avrebbe fatto. Con l’Olbia poi, purtroppo, abbiamo risentito di quella botta nel finale la settimana prima, con una prova sicuramente deludente. Ma in ventisei giornate noi ne abbiamo fatte venti nei playoff, e cinque volte siamo rimasti fuori di un punto.

La media punti vi avrebbe dato ancora speranza.

E sarebbe stato un calcolo più sensato dell’algoritmo che fa previsioni assolutamente ipotetiche. Come si fa a parlare di media in trasferta, per esempio? Dipende anche dal valore dell’avversario che incontrerai, su che campo vai a giocare. La cosa migliore sarebbe stata rimettere tutti in campo e finire la stagione, aiutando con un contributo le società. Comunque, accettiamo questa decisione. Perchè, come dicevo, se non avessimo buttato via quei punti saremmo dove secondo me meritavamo di essere. E poi, una volta nei playoff, non si sa mai quello che sarebbe potuto accadere.

L’analisi della stagione è incompleta, ma adesso che è veramente finita proviamo a mettere un punto.

Saremmo arrivati secondo me a 48 punti, quindi assolutamente nei playoff. In questo periodo mi sono rivisto diverse partite, e la squadra ha avuto un’evoluzione molto buona dal punto di vista del gioco. Quindici gol su azione manovrata sono un dato che mi soddisfa molto. Male invece sui gol da calcio d’angolo, soltanto uno. Nel complesso però la squadra è migliorata nella gestione delle partite. Sono contento della crescita di tutti i ragazzi che arrivavano dalla serie D, di giovani come Bovolon e Loreto, per esempio, che hanno retto bene il salto di categoria. Tante cose positive che ci avrebbero portato al di là della salvezza tranquilla, che era l’obiettivo iniziale, se ben ci ricordiamo.

E quanto può pesare in questo processo di crescita uno stop che diventa lungo il doppio rispetto a quello di tanti avversari?

Siamo fermi da quattordici settimane, di solito d’estate ci si ferma al massimo per sei. Purtroppo davanti abbiamo ancora incertezze su quando e come si potrà avviare la prossima stagione. Ma con i ragazzi abbiamo sempre tenuto il contatto, loro stanno facendo il possibile per restare allenati. E comunque non siamo gli unici a restare fermi così tanto. Certo, avere ora l’opportunità di allenarsi e giocare sarebbe stato utilissimo...

Lei ha un altro anno di contratto, la società per ora sembra dare per scontata la sua riconferma...

Io sino a oggi ero concentrato sulla possibile ripresa, al futuro penserò da qui in avanti. Non sta a me parlare per la società, con cui spero di cominciare nei prossimi giorni a programmare il futuro.

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