Como, l’ultima speranza

«Non ci arrendiamo»

La bella vittoria col Pavia lascia aperta la possibilità playoff

Como, l’ultima speranza «Non ci arrendiamo»
La coreografia dei tifosi in tribuna per Como-Pavia: circa tremila le persone presenti al Sinigaglia
(Foto di Foto Cusa)

Un risultato Carlo Sabatini l’ha già ottenuto. E ne va giustamente fiero. «Sono felice che la squadra con il Pavia sia uscita tra gli applausi. E che sia riuscita a portarsi il pubblico dalla sua parte. È la cosa più bella questo entusiasmo ritrovato, Un riconoscimento importante per un campionato che comunque vada a finire resterà e una stagione molto positiva».

Però c’è quel “comunque vada” che può cambiare, e di molto, le cose. La faccia, l’espressione dell’allenatore alla fine della partita con il Pavia, la più netta vittoria, in termini numerici, ottenuta dal Como quest’anno, del resto dicevano tutto. «Non posso dire quello che penso... Meglio che non lo dica,,,». No, meglio non dirlo. Meglio, casomai, riservarselo per dopo. Dopo la partita di Mantova. «Che giocheremo al massimo, perchè nel calcio tutto è possibile. Non sarebbe la prima volta che si verifica qualche risultato sorprendente. E noi siamo qui, ancora in corsa, quello che forse in pochi pensavano qualche settimana fa. Ma noi no, noi ci credevamo».

Due scontri diretti, uno dietro l’altro, masticati e digeriti con lucidità e sicurezza, qualità e forza. E torna così, il mister, agli elogi per i suoi giocatori. «Che certamente qualche passo falso l’hanno fatto, ma che stanno dimostrando di voler dare tutto il possibile fino all’ultimo e di essere una grande squadra. Qui non si molla, l’avevo detto qualche settimana fa e la dimostrazione l’abbiamo avuta, l’hanno data i ragazzi in campo. Purtroppo ci sono stati momenti in cui si è respirata un po’ troppa negatività intorno alla mia squadra, e forse questo clima non ci ha aiutato. Per questo dico grazie ai tifosi che ci hanno applaudito, e grazie ai ragazzi che hanno saputo guadagnarsi questi applausi. Andiamo a Mantova per vincere, convinti che non sia finita».

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