Grassi, il 100 alla maturità
e il Milan Primavera

Il diciottenne canturino si è diplomato brillantemente e prosegue la sua esperienza in rossonero.

Grassi, il 100 alla maturità e il Milan Primavera
Pietro Grassi, giovane canturino, con la maglia rossonera del “suo” Milan

La gioia di Pietro, adesso, è tutta per quel 100/100 appena ottenuto all’esame di maturità, pochi giorni dopo il suo diciottesimo compleanno. Un traguardo importante, raggiunto con un impegno non comune. Perché Pietro Grassi, giovane canturino, prima ancora di essere uno studente è un promettente calciatore del Milan. E proprio anche grazie al Milan è riuscito ad avere l’opportunità di diplomarsi a pieni voti al Liceo internazionale del Collegio Gallio di Como.

Allenamenti sempre più impegnativi, tornei all’estero, ritmi sostenuti, ma anche una scelta precisa, quella di continuare a studiare. «Devo molto al Milan - racconta -, che ha sempre considerato la scuola importante quanto il calcio. E mi ha consentito di avere una borsa di studio con cui ho potuto continuare a studiare a Como scegliendo una scuola che per me è stata l’ideale, improntata sullo studio delle lingue (Pietro conosce spagnolo, francese e tedesco, ndr) e strutturata su quattro anni, pur se con un anno scolastico un po’ più lungo del normale».

Una scuola che Pietro ha poi cominciato a potersi pagare da solo, con il suo primo contratto da professionista. Per un diploma che ora potrebbe aprirgli tante opportunità. Ma lui adesso ha un altro obiettivo. «Sono molto felice per il mio risultato scolastico, ma soprattutto perché ora posso pensare davvero solo a una cosa, al calcio. Per me questo è un anno importantissimo e devo sfruttarlo al massimo per migliorare, per fare un salto di qualità, per maturare. È stato impegnativo arrivare qui, ma non mi è pesato. Sveglia alle cinque, qualche esercizio fisico e poi un po’ di studio, perché la sera spesso non ce la facevo: dopo la scuola il pulmino del Milan mi portava agli allenamenti e tornavo a casa all’ora di cena. Quattro anni così, ma non è stato un sacrificio. La voglia di giocare e di allenarmi è sempre stata più forte di tutto».

L’intervista completa e il profilo del giocatore sulla Provincia di mercoledì

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