Iovine: «Como è il giusto mix
E in questa B ci sta benissimo»

Parla il jolly della squadra di mister Gattuso: «Ora ripartiremo»

Iovine: «Como è il giusto mix E in questa B ci sta benissimo»
Alessio Iovine
(Foto di Cusa)

Como che non vince da quattro gare, ma Como che di sicuro non si abbatte. Non lo fa Gattuso, non lo fanno i giocatori. Perchè quello che rende forte questo gruppo è proprio lo spirito positivo, anche quando ci sono ostacoli da superare, come quelli delle ultime settimane. Insieme alla capacità di adattamento alle situazioni, di cui è l’incarnazione più concreta Alessio Iovine, ancora una volta jolly prezioso nelle mani di mister Jack.

Alessio, buongiorno. Che momento state vivendo, al di là di quello che si vede in campo? L’impressione è che continuiate a essere sereni.

E’ chiaro che i risultati sono la cosa che conta di più, e quindi non possiamo essere felici se perdiamo, o se non riusciamo a fare benissimo. Un po’ di flessione per vari motivi c’è stata, però non con il Monza e con il Parma, contro cui abbiamo davvero fatto due ottime partite.

Poi si sono accumulati gli infortuni...

E le partite. Perchè giocare tre volte in una settimana in serie C è un conto, e lì ci riuscivamo benissimo. In B è tutt’altra cosa, mettiamoci anche un po’ di stanchezza, che si è aggiunta agli altri ostacoli.

Però quel recupero con il Cittadella è stato splendido.

Sì, siamo stati bravi a crederci, anche se è stata una partita faticosa, e non è stata la nostra prestazione migliore. Come non lo è stata domenica, anche se poi alla fine il pareggio sarebbe stato un risultato anche giusto.

Altra differenza dalla B, le assenze pesano di più. O no?

Un po’ tutto influisce di più. Certo, poi se si ha la sfortuna, come è capitato a noi, di perdere più uomini nello stesso reparto, addirittura nello stesso ruolo, oppure un giocatore prezioso come Chajia... Però sono momenti così, in queste quattro gare ricordiamoci anche che ne abbiamo giocate due senza Cerri. O che per esempio un giocatore per noi importante come Parigini non era abituato a giocare con questa intensità e frequenza da tanto tempo. Tutti ostacoli che poi si superano.

Avete anche giocato con un altro modulo, può essere stato un problema in più?

Era la cosa giusta da fare, secondo me, con la situazione che si era creata e pensando a come giocava il Pisa. Poi la partita è cambiata subito, e le cose si sono complicate anche per quello. La squadra ha dato tutto come sempre, ma sinceramente sì, siamo stati un po’ più lenti del solito, un po’ meno puliti nei passaggi. E stavolta non ce l’abbiamo fatta a capovolgere la situazione. Ma davanti avevamo anche la capolista, ci sta. Avessimo segnato, non ci sarebbe stato comunque niente da dire.

Ora però bisogna ripartire più rinfrancati.

E lo faremo. Dobbiamo sempre pensare che, in fondo, nessuno ci è stato mai decisamente superiore sul campo, anzi. Ormai siamo a metà campionato, le avversarie le abbiamo viste quasi tutte. Ed è sempre più certo il fatto che in questo campionato possiamo starci benissimo. Siamo il mix giusto, un gruppo ben assortito. Non dobbiamo guardare solo i punti, ma quello che c’è stato in queste partite. E continuare a concentrarci su quello che dobbiamo migliorare. Comunque la si guardi, sono molti di più gli aspetti positivi di quelli negativi.

Tra di voi, vi sentite di poter essere più forti di quello che la classifica sta dicendo, specie dopo la brillantissima serie positiva di qualche settimana fa?

Intanto, dobbiamo tornare a guardarci un po’ anche le spalle, per quanto la distanza dalla zona pericolosa sia sempre buona.

Tornare significa che avevate smesso di farlo?

No, noi sappiamo di poter essere una squadra forte ma non ci siamo mai dati obiettivi particolarmente ambiziosi. E io penso sempre che la classifica non menta mai. Siamo dove dobbiamo essere, né più né meno. Però sempre convinti delle nostre possibilità, anche di poter migliorare, non c’è motivo di guardare le cose da un’altra prospettiva. Non ci sono mai stati segnali negativi.

Domenica a Vicenza, con l’ultima in classifica. Una grande occasione o una possibile trappola?

Per me, e non lo dico tanto per dire, una delle partite più difficili che possano capitarci. Il Vicenza ci darà battaglia dal primo all’ultimo minuto. Ora che sono sul fondo, questa per loro è una delle ultime opportunità per provare a risalire prima che sia troppo tardi. Sarà durissima. Dal canto nostro, siamo prontissimi a riprendere la marcia. E stavolta il fatto di avere una settimana a disposizione per preparare la partita fa sicuramente una bella differenza.

Tu ti stai confermando il jolly di Gattuso, anche in serie B. Te lo aspettavi? E’ così che ti immaginavi questa categoria?

Io sono contentissimo di come stanno andando le cose, sono felice di giocare la B in un contesto così, dove tutto si è allineato nel modo migliore, società, squadra, tifosi. E’ come se tutti stessimo crescendo insieme, di pari passo. Quello che mi ha colpito di più è l’intensità con cui si gioca, i ritmi così alti e come dicevo prima la fatica maggiore per recuperare. Bisogna dare il 110 per cento, il 100 non basta più. Ma ne sta valendo la pena, e sono certo che davanti per noi ci saranno tante altre cose positive.

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