Cantù a Trieste a caccia
di una vittoria scaccia crisi

Dopo tre sconfitte consecutive, Cantù gioca a mezzogiorno sul campo della neopromossa Alma

Comincia in trasferta a Trieste l’autogestione della Pallacanestro Cantù. Senza più l’ossigeno garantito – a corrente alternata – da patron Gerasimenko, ci si deve in qualche modo arrangiare.

Le zavorre di salvataggio stanno cominciando ad arrivare – prima fra tutte quella di Davide Marson, che ha finanziato la trasferta, e quella di Tic, silver sponsor – ma è chiaro che si attenda una svolta vera, autorevole e credibile.

E poi c’è la non meno importante componente tecnica. Perché al dramma societario, si sta aggiungendo anche la minicrisi sportiva.

Dopo tre sconfitte consecutive, infatti, Cantù gioca a mezzogiorno sul campo della neopromossa Alma Trieste. Con quale stato d’animo, impossibile dirlo. Allora, forse bisogna credere a coach Evgeny Pashutin, sempre più collante di una squadra che attende risposte e spera in un futuro migliore: «Dobbiamo giocare in maniera intelligente, so che per noi non sarà una partita facile in questo momento, ma i ragazzi sono concentrati. Faremo il nostro massimo per vincere la partita».

Sarà quindi importante l’aspetto morale, la voglia di riemergere, la speranza che non sia tutto finito. Anche per sopperire a due assenze importanti come quella di Mitchell – negli Usa per un lutto familiare, è comunque stato assicurato il suo ritorno in Italia – e quella di Parrillo, in via di recupero dopo l’infortunio alla caviglia.

Sei punti per Cantù, altrettanti per Trieste. I padroni di casa, allenati da coach Eugenio Dalmasson, sanno far valere il fattore campo, avendo vinto solo al PalaRubini, grazie anche a un calorosissimo pubblico.

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