Cantù, c’è l’ok degli sponsor  E il budget non è al ribasso
Da sinistra, il presidente Davide Marson e il suo vice Sergio Paparelli

Cantù, c’è l’ok degli sponsor

E il budget non è al ribasso

Nonostante il momento delicato, i partner non si defilano. Per squadra e staff tecnico 630mila euro. A posto l’iscrizione al campionato.

Il conto alla rovescia è già, almeno ufficiosamente, partito da qualche giorno. Se non settimana. Lunedì prossimo, 15 giugno, infatti, si potrà avere una prima idea di quante e quali squadre non vedremo più in serie A la prossima stagione. Club, beninteso, che avrebbero ogni sacrosanto diritto a iscriversi al massimo campionato nazionale, ma che invece per una motivazione o per l’altra, non potranno farlo. E proprio entro la fine di quella giornata dovranno loro malgrado declinare l’invito, rendendo ufficialmente noto di avvalersi della facoltà di “riposizionarsi” - che, tradotto, equivale a dire autoretrocedersi - in serie A2. Al momento, Pistoia appare la principale candidata a chiedere l’applicazione del beneficio, magari seguita da Pesaro. Nonostante le difficoltà - di natura pur diversa tra loro - che stanno incontrando Cremona e Roma, più difficile che queste due società optino per scendere al piano di sotto. Riferito che il termine ultimo per iscriversi alla serie A è quello del 31 luglio, qualcuno di questi club potrebbe anche pensare di guadagnare un po’ di tempo, anche se poi qualora non dovesse riuscire a rimettersi in carreggiata allora non potrebbe più ripartire dall’A2, ma riaffacciarsi alla pallacanestro ancor più dal basso (verosimilmente serie B).

Ebbene, l’ipotesi del riposizionamento non è mai stata presa in considerazione dalla Pallacanestro Cantù. Nonostante il budget del club brianzolo sia stato nell’ultima stagione tra i più bassi della categoria. Con il cambio della proprietà, la nuova dirigenza aveva fatto una programmazione triennale, pianificando un budget minimo per continuare a permettersi la A. Nel primo anno, quello conclusosi anzitempo, gli impegni presi sono stati assolti, dopodiché è sopraggiunta la pandemia e si è reso necessario un check ulteriore. Innanzitutto, per verificare quale sarebbe stata la risposta degli sponsor, soprattutto di quelli più significativi, in un momento di estrema difficoltà economica per le aziende. Capire, insomma, l’aria che tirava. E dai colloqui intercorsi si è avuta la garanzia non solo di impegni contrattuali confermati, a partire naturalmente da Acqua San Bernardo (pure il co-sponsor Cinelandia avrebbe assicurato continuità), ma anche della richiesta da parte dei partner di continuare a frequentare la serie A. Segnale decisamente incoraggiante, al pari di quello sopraggiunto dai tifosi poiché sono stati soltanto una decina gli abbonati che hanno richiesto il rimborso (che si tradurrà sotto forma di voucher per le gare a venire) per le partite non godute. Una fiducia che ha contribuito a infondere ulteriore slancio alla volontà di ripartire dall’alto.

Inoltre, affatto da trascurare la circostanza che “Cantù Next” - la società appositamente costituitasi per dar vita al nuovo palazzetto - abbia fornito un contributo rilevante alla Pallacanestro Cantù soprattutto in materia di risanamento del pesante debito pregresso accumulato dalla precedente gestione. Rispetto a quanto si era stabilito nella programmazione triennale, non ci sarà quell’incremento valutato tra il 10 e il 15% che Cantù aveva stimato ci fosse tra il primo e secondo anno. Il budget, almeno per il momento, resterà lo stesso e dunque il monte stipendi netto per la squadra e lo staff tecnico continuerà ad aggirarsi attorno ai 630mila euro (cifra pre-Ragland). E il format adottato continuerà a essere quello del 6+6, vale a dire sei stranieri accanto a sei italiani nel roster.

L’altro argomento da affrontare quando il governo darà indicazioni attendibili in merito a “come” si riprenderà, è quello inerente ad abbonamenti e, conseguentemente, spettatori. Il club sta intanto cercando di capire come gestire i posti dei vari settori all’interno del PalaBancoDesio, consapevole del fatto che il parterre sarà quello più svantaggiato poiché conta meno posti e maggiormente vicini l’uno all’altro. Dopodiché andranno numerati anche i posti in curva e molto probabilmente pure quelli del secondo anello.

Si dovesse iniziare con la metà della capienza (come al momento sarebbe stato lasciato intendere), Cantù non avrebbe comunque problemi anche se a sottoscrivere gli abbonamenti fossero tutti gli oltre duemila fedelissimi di quest’ultima stagione poiché potrebbe ospitare sino a 3.200-3.300 spettatori.


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