Cantù, che accoglienza a casa Tonola «È un orgoglio per noi e per la Valle»
Ilio Tonola, patron dell’Aurora a Chiavenna

Cantù, che accoglienza a casa Tonola
«È un orgoglio per noi e per la Valle»

A Chiavenna, alla scoperta del ritiro della squadra di coach Pancotto

La “casa” della Pallacabestro Cantù durante i ritiri estivi ormai da 4 anni consecutivi. Sono arrivati domenica i giocatori dell’Acqua San Bernardo-Cinelandia sono arrivati agli ordini di coach Cesare Pancotto durante la serata di domenica e ad attenderli, come negli ultimi anni, c’era il patron dell’Hotel Aurora di Chiavenna Ilio Tonola con il suo staff.

Una certezza, ormai, sulla strada dei canturini verso l’inizio della stagione ufficiale. Anche dopo un’annata che è stata, per tutti, per niente semplice. «Soprattutto in questo periodo vedere la fedeltà di una società come Cantù, che con piacere continuiamo a servire, conferma la bontà di tutto il lavoro che è stato svolto nel corso degli anni. Cantù è nostra fedele cliente ormai da diversi anni – commenta Tonola – e la presenza qui di giocatori, accompagnatori e dirigenti rappresenta un motivo di orgoglio per la nostra struttura e tutta la valle ».

Merito anche del lavoro svolto nel comprensorio in tema di accoglienza e di quanto lo stesso ha da offrire, naturalmente: «Questa fedeltà dimostra la grande qualità dell’offerta complessiva della valle. Ottimi servizi che siamo stati in grado di offrire sia dal punto di vista turistico sia dal punto di vista sportivo. Siamo ben felici di poter continuare con questa importante presenza».

Negli ultimi anni c’è stato un cambio di proprietà, ma questo non ha intaccato minimamente i rapporti tra Cantù e la Valchiavenna. Tanto meno con la famiglia Tonola: «I cambiamenti di assetto societario non ci hanno toccato in alcun modo – spiega l’albergatore -. Anzi, i rapporti con la dirigenza sono, se possibile, migliorati e si sono rafforzati».

Ovviamente con i giocatori, visti i cambiamenti che il roster subisce ogni anni, è un po’ più difficile costruire rapporti che ormai sfiorano l’amicizia. Una settimana è davvero troppo poco. C’è poi il tema coronavirus. Ospitare non è semplice per nessuno in nessun contesto. Ospitare una squadra di atleti di altissimo livello ancora meno: «Con il Covid abbiamo avuto naturalmente dei problemi, come tutti – conclude Tonola - . Ci siamo attrezzati in relazione alle esigenze di questi giocatori professionisti. Abbiamo quindi preparato l’albergo aderendo a tutti i protocolli di sicurezza necessari a garantire la loro sicurezza».

Ma anche quella della valle. Come spiegato nelle scorse settimane dal referente per il turismo sportivo della Valchiavenna Luca Tognotti, tutti i professionisti che arrivano a Chiavenna per la preparazione, volley o basket che sia la disciplina, vengono testati prima di partire.


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