Lunedì 10 Giugno 2013

Cantù, gli Eagles disertano

Ma è lo stesso grande festa

Il pubblico in campo per stare accanto ai propri beniamini; Andrea Trinchieri dà il “cinque” alla sua squadra e a Bruno Arrigoni

Fa decisamente un certo effetto vedere la curva vuota in occasione di un appuntamento casalingo della Pallacanestro Cantù.

D’accordo che ieri sera non si trattava di una partita o di un evento che avesse a che fare con l’agonismo, eppure quel settore abbandonato a se stesso ha fatto comunque impressione.

Evidentemente, gli Eagles hanno preferito astenersi nella serata del tradizionale abbraccio di fine stagione tra squadra e tifosi per evitare di dar luogo a eventuali strascichi polemici. A rappresentarli, uno striscione con su scritto «Ripartiamo uniti dai nostri colori, dalla passione, dalla società». E chi ha orecchie per intendere, intenda. Stop.

Nonostante l’assenza di chi abitualmente anima, scalda e trascina l’intero Pianella, il palazzetto di Cucciago non solo è stato ben frequentato (a occhio e croce almeno 700 presenze, quasi tutte collocate nel parterre, nella tribuna e nella gradinata opposta alle panchine) ma ha altresì mostrato di essere molto ben predisposto nei confronti della squadra e dello staff tecnico. Tanto affetto e molti applausi, insomma, per una formazione capace di riportare a Cantù, con la vittoria della Supercoppa Italiana, un trofeo a distanza di nove anni dall’ultima occasione.

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