Cantù non si nasconde  «Questa squadra è ok»
Fabrizio Frates (Foto by Varese Press)

Cantù non si nasconde

«Questa squadra è ok»

Frates: «Siamo molto più che soddisfatti. Non mi era mai capitato di riuscire a completare una squadra con tutto ciò che ci eravamo prefissati»

La nuova San Bernardo - Cinelandia Park Cantù è realtà. Dopo aver chiuso il mercato con il colpo Robert Johnson, ora la palla passa al campo. La società biancoblù ha fatto il massimo per soddisfare le richieste di coach Marco Sodini. Due le priorità: vincere e regalare entusiasmo a una piazza scottata dalla retrocessione. Il diesse Fabrizio Frates è convinto di aver intrapreso la strada giusta.

Come valuta il mercato? «Siamo molto più che soddisfatti. In tantissimi anni di esperienza, non mi era mai capitato di riuscire a completare una squadra con tutto ciò che ci eravamo prefissati. Tutti i giocatori rispondono alle caratteristiche tecniche del roster che il coach aveva in testa.

Quanto è stato difficile? «Il tipo di squadra che volevamo era chiaro fin dall’inizio. Avevamo otto slot da riempire. Sulla carta poteva sembrare un compito arduo, ma devo dire che la cosa si è rivelata più facile del previsto. Abbiamo avuto libertà di movimento e siamo riusciti a cogliere nel segno tutti i desiderata del coac».

Quali sono state le trattative più complicate? «Ad esempio quella per Giovanni Severini, che era sotto contratto con Verona, quindi c’è voluto del tempo».

E Johnson? Pare che ci sia voluto un mese. «Chiaro, si tratta di un giocatore di altissimo livello. Abbiamo dovuto convincerlo a scendere in seconda lega.

Quanto hanno pesato il nome e l’ambizione di Cantù? «Non nascondo che la nostra tradizione e il palmarès hanno ingolosito i ragazzi. Tutti sanno che arrivano in una piazza storica e importante. Una società che vuole giocare ai vertici. Questo è stimolante e tutti hanno voglia di fare un’esperienza di questo tipo.

Che squadra è nata? «Abbiamo giocatori adatti al nostro progetto tecnico. Per vincere in A2 serve una squadra lunga e profonda. Per salire bisogna arrivare in fondo ai playoff. Possiamo dire di avere un roster adatto a questi impegni. Un giusto mix di giocatori giovani, emergenti e di esperienza».

Capitolo stranieri: il meglio che offriva il mercato? «Abbiamo completato la squadra con due americani che secondo me sorprenderanno tutti. Due ragazzi con grandi doti tecniche».

Sodini dice che siete la migliore squadra di A2 degli ultimi 15 anni. «Se lo dice il coach, dobbiamo crederci. Non facciamo paragoni con il passato. Basti pensare alla cavalcata in A2 con Thurl Bailey, bene, sono cambiate tante cose rispetto a quegli anni, in primis i regolamenti. I paragoni li faranno alla fine i tifosi. Comunque si punta alla vetta. Siamo molto competitivi e non ci nascondiamo. Ci aspetta un campionato difficile e duro, con tante squadre ambiziose. Noi puntiamo al massimo. Vogliamo ricreare con questa squadra l’entusiasmo che la retrocessione non può aver acceso».

Quindi ci sarà da divertirsi? «È quello che ci auguriamo. I tifosi sono il nostro primo grande obiettivo. Ci servono il calore e la passione dei canturini. Se la situazione sanitaria lo permetterà, vogliamo riportare i tifosi al palazzetto. Sarà una corsa lunga e difficile, con tanti imprevisti dietro l’angolo. Dovremo affrontare ogni partita con tanta energia positiva e in questo senso saranno fondamentali il pubblico biancoblù e il palazzo pieno».


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