Cantù, non solo Procida È la meglio gioventù
Da sinistra Bresolin, Quarta, Procida, Lanzi e Baparapè

Cantù, non solo Procida
È la meglio gioventù

Grazie al fresco e rinnovato accordo con il Pgc, sono tornati i baby nel ritiro della Pallacanestro Cantù

L’anello di congiunzione tra il Progetto Giovani Cantù e la prima squadra di serie A dell’Acqua San Bernardo. Si siede a un tavolo dell’hotel Aurora, dove la squadra è alloggiata fino a sabato per il ritiro, Antonio Visciglia, da pochi mesi assistente allenatore di Cesare Pancotto e allenatore vincente del settore giovanile biancoblù per parlare della “cantera” brianzola.

Un settore giovanile premiato come il secondo migliore d’Italia, dietro a quello della Virtus Bologna, su cui la società di Davide Marson ha deciso di investire molto: «Con la nuova proprietà si è creata una maggiore connessione tra il Progetto Giovani Cantù e la squadra serie A. Speriamo con sviluppi interessanti».

I giovani aggregati alla prima squadra per il ritiro sono quattro. E nessuno meglio di Visciglia può descriverli al pubblico canturino. «Flavio Quarta è un ragazzo che sta in foresteria da noi per il secondo anno. Quando era Under 16 ha fatto la finale a Roma contro di noi. L’ho voluto qui. Si tratta di un ragazzo che dovrà lavorare molto sia dal punto di vista tecnico che fisico. Ha sempre fatto il lungo, ma dallo scorso anno stiamo lavorando per farlo diventare un esterno. Un bel atleta, di prospettiva».

Si passa, quindi, a Tommaso Lanzi: «Si tratta del nipote dello storico massaggiatore di Cantù, Andrea. Ha fatto tutta la trafila delle giovanili con noi e ha vinto il titolo Under 16 con me. Si tratta di un playmaker classico. Un regista che punta a far girare la squadra. Un cervello. Si tratta di un ragazzo molto disponibile, grande lavoratore e con un bell’atteggiamento».

Il più giovane, classe 2003, è Dejan Bresolin: «Anche lui ha vinto lo scudetto Under 16 nel 2018. Un ragazzone di 2.03 di prospettiva. Ci sarà da lavorare sia a livello fisico sia tecnico, ma sta dimostrando di poter far parte di questo gruppo che sta aiutando la prima squadra in questa fase. Un ragazzo molto timido, su cui il Progetto Giovani punterà. Un ragazzo nel giro delle nazionali giovanili, che si potrà capire più avanti che sviluppo potrà avere».

Il nome su cui puntano tutti è quello di Gabriele Procida, aggregatosi alla preparazione solo questa settimana perché reduce dall’Europeo Under 18 in Grecia: «Un ragazzo che ha vinto titolo Under 16 ed è stato inserito nel miglior quintetto della fase finale. Sicuramente è un prospetto che il Progetto Giovani si vanta di avere, nel senso che è considerato il giocatore di maggiore prospettiva. Una guardia ormai prossima ai 2 metri. Atletismo e talento non gli mancano. Si tratta del giocatore di punta del settore giovanile. Vediamo se già quest’anno potrà saggiare il campo. Senza pressioni, perché si tratta di un ragazzo di 17 anni e la strada è lunga».

Non è più giovanissimo, ma del gruppo dei giovani fa ancora parte Birian Barapapè, anche quest’anno in ritiro con la prima squadra. Il 22enne non nasconde qualche ambizione: «Lo scorso anno ho disputato una sola gara e ovviamente quest’anno spero in qualcosa di più. So quale è il mio ruolo. Devo aiutare la squadra e farmi trovare sempre pronto».


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