Cantù, Sodini chiude il caso «Mai creduto a un rinvio»
Marco Sodini davanti a Marco Cusin (Foto by Butti)

Cantù, Sodini chiude il caso
«Mai creduto a un rinvio»

Testa al big match di domani contro Udine a Desio. E tira aria di conferma per Cusin

«Per chi ci dava per spacciati, eccoci di nuovo qua, invece, pronti a scendere in campo e a lottare per i colori bianconeri. First reaction: shock!». Il comunicato dell’Apu Udine è l’ultima freccia scoccata in una lunga settimana di trattative, mail, comunicati e controcomunicati che ha visto protagoniste da una parte Cantù e, dall’altra, i friulani.

Equivoci

Si è partiti venerdì scorso con il comunicato in cui Udine annunciava – saltando qualche passaggio formale – il rinvio per Covid delle partite con Torino e Cantù. Poi l’inversione di marcia, dopo il via libera dell’azienda sanitaria locale ad allenamenti singoli e, da ieri, anche in gruppo. Alla fine, si è deciso per giocare, quando per giorni si è pensato a un rinvio.

E Cantù, in tutto questo? Ha fatto un po’ da spettatrice interessata, coinvolta ma fino a un certo punto. Certamente anche un po’ infastidita. Perché – senza che nessuno lo dica apertamente – il sospetto è che Udine abbia fiutato una Cantù in difficoltà, dal momento che Severini e Stefanelli sono ad oggi in fortissimo dubbio.

Ma la polemica è nell’aria, non nelle parole. Ieri ha parlato coach Marco Sodini: «L’importante è che non ci siano problematiche serie, dopo il Covid, per i giocatori e lo staff di Udine. Alla squadra, l’imprinting che abbiamo dato per tutta la settimana è che si sarebbe giocato, anche se sembrava scontato un rinvio».

Per Cantù è stata anche la settimana successiva alla prima sconfitta in campionato: «Mi sono pesantemente arrabbiato per la sconfitta anche se mi sono preso la mia parte di responsabilità. I ragazzi hanno reagito con grande determinazione. Vogliamo tornare competitivi e ci siamo ritarati sulla partita».

Da settimane, Sodini ripete che l’importanza della sfida è relativa. Ma resta comunque una partita di primo piano in A2: «Sarà importante quella partita, futura, in cui effettivamente conterà la vittoria o la sconfitta. Andrà in scena prima contro seconda, siamo tutti concordi sul valore della partita».

Top team per l’A2 Cantù, altrettanto si può dire di Udine: «Ha grande struttura, con l’allenatore che incide di più in questa categoria. Hanno talento e profondità ed ben attrezzata per competere su obiettivi analoghi ai nostri. Ha giocatori che trattano bene la palla come Cappelletti, altri brevi a prendere tutto quello che passa, e non ama i ritmi alti».

Il piano

Questo invece il piano gara del tecnico viareggino: «La chiave sarà mantenere il nostro ritmo, con l’intenzione di essere aggressivi ma con attenzione alla distribuzione delle responsabilità. Dovremo essere noi a dare il primo colpo e a capire subito che individualmente non si può vincere. E poi dovremo mettere massima concentrazione per 40’, lasciando in secondo piano tutto ciò che non fa parte della partita e che può distogliere l’attenzione». In settimana la società dovrebbe annunciare la conferma di Marco Cusin fino a fine anno.


© RIPRODUZIONE RISERVATA