Carossino, che bella lezione

Domani sul quotidiano l’intervista con la piccola star della Briantea che sabato gioca gara 2 di finale scudetto al Pianella

Carossino, che bella lezione
UnipolSai Briantea 84: Filippo Carossino
(Foto di Edoardo Ceriani)

Basta parlarci, per capire il perché. Perché è diventato un personaggio dello sport, perché Alex Zanardi se lo è coccolato come un pupillo, perché i giornali si sono occupati di lui. «Semplice: perché la mia storia, quella di un ragazzo di 14 anni che perde le gambe perché una macchina impazzisce e lo investe sul marciapiede, fa audience. Probabilmente sarà per quello». Ma sa anche lui che non è vero. Filippo Carossino, genovese, 22 anni, giovane star della Briantea che sabato si gioca gara2 scudetto al Pianella, sa perfettamente che il motivo è un altro. Se è diventato un personaggio, è soprattutto per via della sua positività, la sua allegria, la lezione che dà a tutti quelli che ci scambiano quattro chiacchiere. Come Zanardi, sa interpretare la filosofia del non arrendersi, senza retorica, con allegria contagiosa. Intervista domani su La Provincia.

Sabato partita decisiva su un campo leggendario. Gara 2 di finale scudetto si giocherà sabato (ore 20.30) alla Mapooro Arena: dopo la prima zampata del Santa Lucia nel primo match della serie (al meglio delle tre), per la UnipolSai quella di sabato diventa una gara da dentro-fuori. Vietato sbagliare. Sesto uomo in campo sarà il pubblico di tutti i tifosi biancoblu: ad oggi sono già stati prenotati oltre 1300 posti (l’ingresso al match è libero, con possibilità di prelazione per i gruppi numerosi). Tanti bambini, com’è nello stile del tifo legato alla UnipolSai: scuole, società sportive, oratori. Famiglie in prima fila e tanto calore, tanto che quella biancoblu è unanimemente considerata una delle tifoserie più belle d’Europa.

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