Ceci e Vismara (Canturino)
in Nazionale Juniores

Ennesimo riconoscimento per la società gialloblù: sono al lavoro a Montichiari

Due ragazzi del Club Ciclistico Canturino 1902 subito in nazionale: da oggi a venerdì Alessandro Ceci e Filippo Vismara sono stati convocati a Montichiari, in provincia di Brescia, per i primi test metabolici, funzionali e attitudinali del 2021.

A chiamarli il coordinatore azzurro Davide Cassani su indicazione del ct della categoria Juniores, Rino De Candido. E pre la società del presidente Paolo Frigerio, dopo le grandissime soddisfazioni del recente passato con Alessandro Fancellu (terzo al Mondiale) e Andrea Montoli (campione italiano), si tratta dell’ennesima conferma

Entrambi al secondo anno, Ceci era già parte del Canturino 1902 nel 2020, mentre Vismara è stato chiamato a Cantù dal Biassono proprio per rafforzare la squadra in prospettiva 2021.

«Fa sempre piacere – dice Andrea Arnaboldi, direttore sportivo del Canturino 1902 - una chiamata dal commissario tecnico per chiedermi dei ragazzi: vuol dire che in questi anni abbiamo lavorato bene e che anche lui è consapevole che un coniglio dal cilindro ogni anno riusciamo a tirarlo fuori. Tutto questo è dovuto all’ottima esperienza del nostro preparatore atletico e alla serietà della società».

I 96 atleti contattati da Cassano lavoreranno con il tecnico Marco Villa, i medici Francesco Panzera e Giulio Tempesti e il meccanico Giovanni Carini.

«Non ho un solo punto di riferimento», continua Arnaboldi che, in previsione di una stagione simile a quella che ci si è appena lasciati alle spalle, pensa maggiormente ai ragazzi al loro secondo anno in categoria perché «avranno un solo anno per esprimersi al meglio, ottenere risultati e cercare una squadra Under 23».

La speranza, ovviamente, è che torni il sereno anche sul ciclismo, condizione che consentirebbe una stagione più tradizionale dell’ultima corsa; non fosse così, saranno i primi anno a potersela giocare al meglio in prospettiva 2022: questi ultimi, infatti, «avranno comunque un anno in più per crescere, imparare a correre e gestirsi», conclude Arnaboldi.

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