Pisano, un piedi giù dalla bici
«Temo che non si corra più»

Il presidente dell’Energy Team Albese è scettico sull’avvio della stagione

Pisano, un piedi giù dalla bici «Temo che non si corra più»
L’Energy Team versione 2020

«Per me, non correremo più». A malincuore, Rocco Pisano, presidente dell’Energy Team di Albese con Cassano, spegne gli entusiasmi circa una possibile ripartenza delle corse giovanili a partire da giugno. Vero che, a oggi, la dead-line è appunto fissata nel 30 giugno; altresì che, da lì in poi, ci sarà da rimettere in moto un circo che, checché se ne dica, si è fermato del tutto, o quasi.

«Ipotizziamo anche – dice - si possa iniziare a luglio: vogliamo dare ai ragazzi un mesetto per rimettersi in forma, per riprendere la preparazione fatta in inverno e poi bloccata? Così fosse, quanto durerebbe la stagione?».

Da una parte, il termine del 3 maggio indicato dal governo potrebbe poi aprire un varco quantomeno per gli allenamenti su strada, magari singoli e non di gruppo. Così facendo, al riaprirsi delle danze, a inizio luglio, i ragazzi potrebbero quindi aver rimesso nelle gambe un po’ di chilometri. Resta che, considerando l’inverno non funzionale alle corse, anche nella migliore delle ipotesi «rimarrebbero tre mesi pieni, o poco più».

Fatta questa premessa, il nodo del contendere, almeno per il presidente dell’Energy Team, sta nelle procedure organizzative per ottenere i nulla osta alle manifestazioni ciclistiche su strada. «Chi si prenderà la responsabilità di autorizzarle? Ci saranno le ambulanze a uso esclusivo delle gare? Ultimo, ma non meno importante: quali attività sponsorizzeranno le competizioni, visto che si parla comunque di alcune migliaia di euro a volta?».

Domande, quelle di Pisano, che si riflettono direttamente sul Campionato regionale che proprio la sua società avrebbe dovuto organizzare con arrivo ad Albese con Cassano. Un titolo che, a giudicare dalle sue parole, è più che mai in bilico. «Nel calendario ufficiale la corsa non è annullata, bensì sospesa. Questo, dal punto di vista amministrativo. Poi viene la gestione vera e propria dell’evento: come potremo mai vietare agli spettatori di assistere? Come faremo a tenerli distanziati l’uno dall’altro? Credo che sarebbe tutto più facile se saltassimo direttamente al 2021, magari pensando di anticiparne l’inizio, piuttosto che fissarci sul 2020», conclude.

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