Colverde, la nuova sfida  si chiama ora serie C
Da sinistra, il presidente Gianfranco Corradini, il primo allenatore della serie C Luca Naccari, il secondo allenatore della serie C Andrea Arisci e il responsabile del settore volley Michele Balzaretti

Colverde, la nuova sfida

si chiama ora serie C

La Polisportiva ha acquistato i diritti per partecipare al campionato regionale femminile.

Il volley femminile di serie C, quest’anno, avrà una squadra comasca in più da tenere d’occhio. Si tratta della Polisportiva Colverde, che proprio nelle scorse settimane ha acquistato i diritti per partecipare al campionato regionale dalla Promoball, società bresciana a sua volta passata col medesimo meccanismo in B2. Un salto, quello dalla Seconda divisione in cui militava alla C, che non spaventa il presidente Franco Corradini, forte di uno staff che poggia sul tecnico Luca Naccari (alle sue spalle, una promozione di B2 a Busnago come secondo allenatore), sul suo secondo Andrea Arisci, quest’ultimo con funzione di raccordo tra prima squadra e vivaio, e sull’assistente Luca Bianchi.

Forte di una novantina di atlete dal mini-volley insù, Colverde punta a «fare il miglior risultato possibile», concetto che spiega più di tanti altri la filosofia alla base del lavoro del tandem Naccari-Arisci.

«L’idea di base - raccontano i due tecnici - è quella di far crescere le giocatrici di Colverde a Colverde, offrendo loro la possibilità di confrontarsi con una categoria importante senza doversi necessariamente spostare altrove».

La Seconda divisione, in quest’ottica, non era più sufficiente per dare alle migliori ragazze un palcoscenico adatto alla loro crescita sportiva e, complice l’occasione arrivata a fine stagione, la società ha pensato bene di fare un netto salto in avanti, giocando sulla possibilità di affiancare alle sue “promesse” alcune giocatrici di esperienza per farle crescere senza chissà quali assilli.

«Il miglior modo di crescere è rappresentato dalla possibilità di giocare con chi è a un livello un tantino superiore, confrontandosi sul campo con le giocatrici che si potrebbe diventare, così da avere uno stimolo maggiore a lavorare, a impegnarsi, ad allenarsi», continuano.

Non è la classifica il primo pensiero di Colverde, bensì il sogno di diventare, passo dopo passo, un riferimento per giovani promettenti da avviare a una pallavolo di livello medio-alto, partendo dai primi tiri con la palla.

«La Seconda divisione sarà il punto di partenza per le ragazze che, magari ancora non completamente pronte per la prima squadra, abbiano necessità di giocare con continuità. Vogliamo creare un interscambio continuo tra vivaio e serie C, con l’ambizione di coinvolgere anche le più giovani, se pronte per farlo, negli allenamenti e, perché no, magari nei riscaldamenti del pre-partita».

Il tutto, con la consapevolezza che l’inizio del campionato «non sarà facile», ma anche che, una volta rodato il meccanismo, il lavoro diventerà via via sempre più fluido. Questo, «senza ansie da risultati», presupposto che i tecnici evidenziano a punto distintivo di una scommessa sportiva che, comunque la si guardi, non hanno alcuna intenzione di perdere.


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