Cominetti, spinta Libertas «La Coppa Italia il sogno»
Luciano Cominetti (Libertas Cantù) (Foto by Cusa)

Cominetti, spinta Libertas
«La Coppa Italia il sogno»

Il coach di Cantù è alla sua terza stagione: «Risultati ottenuti dando sempre il massimo»

«Siamo tra le prime 23 squadre d’Italia e siamo orgogliosi di esserlo». Luciano Cominetti, per la terza stagione consecutiva alla guida della Libertas Cantù, è pronto a ripartire.

Quest’anno, a differenza del passato, la sfida sarà dura, durissima, con un unico girone al posto dei precedenti due a decretare le otto squadre che si giocheranno i playoff e le due che, invece, lasceranno l’A2 per accomodarsi un gradino più in basso, in A3.

Da una parte, c’è la consapevolezza che Cantù sia una società un po’ diversa dalle altre, nella quale si bada molto all’equilibrio finanziario e, di conseguenza, le strategie sono molto concrete, evitando facili entusiasmi che poi, e la categoria lo insegna, spesso finiscono per decretare fragorosi fallimenti.

«Noi non siamo una società basata sull’apparenza», ha detto il coach della Libertas ai suoi ragazzi, sostenendo la ricetta da sempre ripetuta dal suo presidente, Ambrogio Molteni: «Vogliamo fare bene nel modo più giusto ed economico possibile», prosegue l’allenatore canturino pensando a un mercato, quello appena trascorso, che a nomi altisonanti come quello di Poey ha affiancato giovani, anzi giovanissimi, dal sicuro avvenire proprio per non incorrere in pericolosi esborsi economici.

«Se siamo arrivati ai risultati che abbiamo ottenuto è perché in quello che abbiamo fatto abbiamo sempre dato il massimo», racconta Luciano Cominetti, convinto com’è che il traguardo della salvezza sia a portata di mano della squadra, che i primi otto posti validi per i playoff siano un obiettivo raggiungibile e che, perché no, perfino l’accesso alla Coppa Italia (per esserci bisogna entrare nei primi sei posti al termine dell’andata) possa essere messo nel mirino.

Provarci, in fondo, non costa niente, anzi è un obbligo per chi fa parte dell’organico che giustamente rivendica come suo. «I ragazzi sono qui perché io e il presidente li abbiamo individuati e la società ha fatto di tutto per accontentare le mie richieste. Nessuno è qui a caso», prosegue il tecnico evidenziato il ruolo di assoluto primo piano svolto nel corso dell’estate.

«I due anni che ho trascorso a Cantù hanno portato con sé grandi risultati. Vediamo, ora, cosa riusciremo a fare quest’anno. Accedere alla Coppa Italia mi farebbe sentire davvero realizzato. Considerando che abbiamo sempre fatto degli ottimi gironi di ritorno, essere davanti al termine dell’andata non sarebbe affatto male», chiude.n


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