Como, trasferte vietate
Nicastro: «Esagerato»

Il presidente: «Credo sia opportuno organizzare un incontro tra le parti in

causa». «Fuori dallo stadio solo chi sbaglia»

La situazione comincia a diventare pesante. E anche un po’ inconsueta per una stagione in cui il problema dell’ordine pubblico non era certamente tra le prime preoccupazioni. Nè per i tifosi né per la società. E invece su sei partite, contando la prossima a pochi chilometri da casa, il pubblico comasco ne ha già perse la metà. Aggiungiamoci anche i disagi di inizio stagione per non avere il Sinigaglia disponibile, davvero è stato un inizio più difficoltoso del previsto. Le porte chiuse con l’Arconatese, il divieto un po’ inaspettato per la trasferta di Tortona e ora il no anche per Caronno Pertusella.

Provvedimenti che hanno amareggiato parecchio anche i vertici della società, un po’ stupiti per quanto sta accadendo, sia pure nel rispetto delle decisioni. «A questo punto però – dice il presidente Massimo Nicastro – credo sia opportuno organizzare al più presto un incontro tra tutte le parti in causa, la questura, i tifosi. E chiarire bene la situazione. Io stesso sono stato in Polizia e sono abituato a rispettare le decisioni delle autorità, ma sinceramente resto sorpreso da quello che sta accadendo. Mi sembrano provvedimenti un po’ eccessivi, e fra l’altro penalizzanti anche per le altre società, visto che in questo caso per esempio la Caronnese perde una buona possibilità di incasso. Bisogna pensare anche a questo. Forse prima di prendere questa decisione si potevano interpellare anche le società».

Il provvedimento è arrivato da Varese non da Como, Caronno è in provincia di Varese. E Roberto Felleca vuole sottolinearlo, per ricordare anche che «invece noi con la Questura di Como abbiamo intrapreso un ottimo rapporto. Abbiamo trovato grande collaborazione e contiamo di proseguire su questa strada. Credo che sia giusto tenere in considerazione quanto stiamo cercando di fare qui a Como tutti insieme. Invece purtroppo così si rischia solo di innervosire ancora di più la gente, che nella stragrande maggioranza non merita di certo di non poter seguire la squadra in una partita così importante. Certo, quello che è successo a Varese è condannabile. Ma ha riguardato poche persone e non possiamo continuare a pagarne le conseguenze ancora, perchè i nostri tifosi non se lo meritano».

L’idea è quella, appunto, di parlarne di nuovo con le autorità preposte. «Perchè non ci sembra il caso – dice Nicastro – di mantenere un clima di guerra quando invece stiamo tutti cercando di camminare nella direzione opposta. Credo ci possano essere altri metodi per tenere fuori dallo stadio chi se lo merita, senza penalizzare in questo modo tutti quanti. E noi cercheremo di contribuire ad arrivare alla soluzione giusta».

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