Cutrone: «Sono ancora qui
Non mollo e aspetto la chance»

Parla l’attaccante comasco dell’Under 21 e del Valencia

Nell’intervista di Patrick Cutrone rilasciata a La Provincia, c’è tutto il momento di questo ragazzo di 23 anni, sballottato tra situazioni strane, difficoltà, la sensazione che debba arrivare la scelta che potrà essere la svolta della sua carriera. Patrick Cutrone da Parè, esploso nel Milan con una serie di gol pesanti (uno per tutti quello nel derby di Coppa Italia nel Natale di quattro anni fa), con la maglia della sua squadra del cuore, con San Siro ai suoi piedi. Sembrava l’inizio di una bella favola. Poi tante difficoltà.

Il passaggio al Wolverhampton, i cori dei tifosi sulla pasta «he loves pizza, he loves pasta», ma dopo un girone, il prestito alla Fiorentina. Debutto clamoroso in viola con gol in Coppa Italia e Atalanta eliminata, ma poi qualcosa non ha funzionato nemmeno lì, con l’arrivo di Prandelli Cutrone è andato ai margini. E papà Pasquale, noto avvocato di Como, che in tribuna al Franchi scuoteva la testa. E poi il cambio di procuratore, da Branchini a Pastorello, e il trasferimento a Valencia. Dove però il minutaggio continua ad essere bassino. Ma poi è arrivata la sfida con la Slovenia nell’Under 21, e la doppietta che ha riproposto prepotentemente il ragazzo ai tifosi italiani.

Tutti sanno che Patrick Cutrone non è una meteora finita nel dimenticatoio, ma un talento che deve ancora dire parecchie cose. La doppietta con gli azzurrini è lì a ricordarlo a tutti. Tanto cje adesso sui siti del mercato già fioccano le proposte o le idee che lo farebbero tornare un giocatore del campionato italia: Bologna o Udinese sono due possibilità. Una squadra dove giocare dall’inizio e ripartire verso la gloria.

Una doppietta nell’Under: uno go su rigore, un altro molto bello dopo un bel movimento. Sarai contento...

Sì molto.

Perché era un periodo un po’ amaro. o no?

In campo nel mio club non ho il minutaggio che desidero. Ma faccio lo sport più bello del mondo e, ne sono convinto, l’occasione arriverà.

Nell’under da capitano. Sei ancora un giocatore importante per il calcio italiano.

Porto con orgoglio la fascia di capitano. La nostra è una bella squadra e sono sicuro che lo sapremo dimostrare, andando lontano. Non giocavo da tanto tempo, sicuramente non è stato facile ma mi sono sempre allenato al massimo aspettando la mia occasione. Sottovalutare la Slovenia? Sicuramente non dovevamo sottovalutarla, sono contento che la squadra abbia reagito bene alla pressione.

Che effetto ti ha fatto il calcio spagnolo, come impatto?

Un calcio sicuramente propositivo e di buon livello, un’esperienza in Spagna dopo quella in Inghilterra mi permette di confrontarmi con un’altra realtà europea e imparare ancora molto. Tutte esperienze che servono nel bagaglio di un calciatore.

Qual è il tuo obiettivo per questa stagione?

Ritrovare gol e continuità. Per un attaccante è fondamentale sentire fiducia e stima, un a condizione psicologica importante, il resto poi è una logica conseguenza.

Qual è la fotografia di un momento speciale che appenderesti al muro di casa? L’esordio in A o il gol nel derby? O altro?

Ciascun momento è speciale perché è stato importante, nella mia mente li conservo tutti con grande piacere. L’esordio sicuramente ha segnato l’inizio di tutto, ma anche l’emozione di un gol nel derby ti carica a mille. Difficile scegliere

In futuro in che campionato vorresti giocare?

Ad oggi il futuro è la prossima partita. Per un calciatore tutto può cambiare da un momento all’altro, le esperienze che ho fatto e sto facendo mi permettono di maturare e avere sempre maggiore consapevolezza. Il futuro è tutto sa scrivere

Che effetto ti fa giocare senza pubblico?

I tifosi sono l’anima del calcio, la loro mancanza si sente molto e mentalmente bisogna essere preparati per mantenere la concentrazione di una partita ufficiale pur giocando in un ambiente che sembra quello di un normale allenamento.

Si difende più duro in italia Spagna o Inghilterra?

Il livello è molto alto in entrambi i campionati, la differenza forse è l’intensità. Ma segnare non è mai facile.

Segui le vicende del Como che ha una società ricchissima e punta alla Serie A?

Lo seguo ovviamente con interesse, compatibilmente con i miei impegni, l’augurio è che possa fare sempre bene e lottare per traguardi ambiziosi.

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