Da Giacomo (8 anni) a Mamadou Quante storie al Candido jr Camp
Foto di gruppo al Candido Junior Camp di Livigno

Da Giacomo (8 anni) a Mamadou
Quante storie al Candido jr Camp

Un’esperienza emozionante per i partecipanti alla kermesse di Briantea84. Con grandi ospiti a Livigno

«Ho iniziato a giocare a basket in carrozzina quando avevo 8 anni». Adesso ne ha 8 e mezzo, ma ha ragione a puntualizzare: sei mesi di basket in carrozzina, a qualsiasi età, cambiano la vita. Questa è la storia di Giacomo, classe 2009, partecipante al Candido Junior Camp e in forza, dalla primavera scorsa, alla Briantea84 Cantù.

Con altri 14 ragazzi – fino ai 22 anni d’età – sta partecipando in questi giorni alla seconda tappa del Candido Junior Camp, una vacanza sportiva nata a Livigno nel 2015 che oggi ha aggiunto al suo nome l’acronimo OSO. Oso come il verbo osare ma anche come “Ogni Sport Oltre”, un portale web ideato da Fondazione Vodafone nel 2017 che oggi è a metà tra un database di associazioni sportive geolocalizzate e un social dedicato al binomio sport e disabilità.

Il Candido Junior Camp, un progetto Briantea84 oggi arricchito da un respiro nazionale con cinque tappe previste nel 2018 e nel 2019, ha un punto fermo nella sua storia: si chiama Livigno. E proprio qui, i ragazzi stanno vivendo un’esperienza unica, in mezzo a 20 persone tra volontari e staff che donano tempo e professionalità per lo sport di domani: allenamenti, momenti di condivisione con il progetto Multisport dello Sporting Club Livigno durante i quali i giovani del posto provano tutti gli sport, ebbene sì, compreso il basket in carrozzina.

L’effetto della prima volta è magnetico, di quelli che cambiano la vita, un po’ come per Giacomo: «Il basket è più bello del calcio perché quando ti fanno fallo nel calcio sei eliminato. Invece nel basket abbiamo la carrozzina e si può continuare a giocare».

Poi c’è Lorenzo che giocava a basket in piedi e ha voluto continuare con la pallacanestro perché di questo si tratta, di basket: «Il mio sogno è diventare un campione di una Paralimpiade». C’è Mamadou, nato a Mariano da una famiglia originaria del Gambia: «Sono forte così così ma posso migliorare».

I ragazzi si stanno allenando sotto le direttive di Carlo Di Giusto, direttore tecnico delle Nazionali italiane, e i due tecnici lombardi Marco Tomba (Briantea84) e Fabio Bottini (Hs Varese). Il Candido Junior Camp conta oggi sulla collaborazione della Federazione Pallacanestro in Carrozzina, dell’ASBI (Associazione Spina Bifida Italia), della Fondazione Candido Cannavò per lo Sport e, per la tappa in alta quota, anche dell’apporto dell’APT Livigno Feel the Alps e del Comune di Livigno.

Per la partitella mista di ieri sera tra ragazzi del Multisport e i partecipanti al camp è salito a Livigno anche il presidente della Briantea84 Alfredo Marson che, come di consueto, ha svolto il ruolo di arbitro-mattatore. Oggi, invece, in visita c’è l’assessore allo Sport di Regione Lombardia Martina Cambiaghi.

Elena Sandrè


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