E Ponte Lambro

Difende il suo Tavecchio

Le reazioni Laiso, presidente della Pontelambrese, è vicinissimo all’ex padrone del calcio italiano

E Ponte Lambro Difende il suo Tavecchio
Carlo Tavecchio e Gianpiero Ventura con lo chef Maurizio Conti del “Leonardo da Vinci” di Erba ad aprile

Ponte Lambro Il dispiacere del sindaco, lo stupore dell’assessore, la rabbia del presidente. Ieri le dimissioni di Carlo Tavecchio e il suo sfogo nel corso della conferenza stampa hanno tenuto i pontelambresi con gli occhi attaccati ai televisori e ai siti dei quotidiani. Del resto il patron del calcio italiano qui è prima di tutto un amico per decine di residenti, a partire dagli amministratori comunali in carica e dagli sportivi della Pontelambrese.

Tavecchio a Ponte Lambro è un’istituzione, da sindaco ha guidato il paese per quattro mandati consecutivi (1976-1995). L’attuale primo cittadino, Ettore Pelucchi, è molto dispiaciuto: «Mi dispiace perché credo che Carlo potesse ancora dire la sua in Federcalcio. Sia chiaro, l’eliminazione dai Mondiali è un fatto eclatante ed è giusto chiamare a rispondere anche il presidente, allo stesso tempo credo però che sulla bilancia siano state messe solo le colpe e non tutte le cose buone che ha fatto per il calcio italiano».

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