Freddo e nebbia, non bastava Padova
e la Como Nuoto alza bandiera bianca

Condizioni non ottimali per una serie A1. Le biancazzurre già di gran lunga inferiori alle venete sono state costrette a patire situazioni extra campo

Freddo e nebbia, non bastava Padova e la Como Nuoto alza bandiera bianca
Jamila Tedesco (Como Nuoto) ha realizzato due reti contro Padova
(Foto di Cusa)

Potremmo liquidare il commento della partita con poche frasi, complimentandoci con Padova per la consistenza tecnica e fisica e con la Como Nuoto Recoaro per non aver mostrato sudditanza psicologica verso una squadra che già domani tornerà in acqua per disputare la seconda fase di Euro League: alla fine è 17-3

Non avremmo però spazio per alcune spigolature che hanno un po’ infastidito e che certo non possono esser prese a pretesto per giustificare una sconfitta netta nei numeri e nei fatti.

La prima riguarda l’inizio anticipato del match, che se può esser ben visto soprattutto dalla formazione ospitata, attesa spesso da un lungo viaggio di ritorno, denota una mancanza di rispetto verso il pubblico che si presenta in orario, e che tra l’altro a Padova paga pure il biglietto d’ingresso.

Lo stesso pubblico, scarsino in verità, e ancor più le atlete hanno patito un freddo non frequente negli impianti natatori: gli allenatori hanno lasciato in acqua le riserve per evitar loro problemi fisici.

Inoltre, la nebbia che ha coperto costantemente la superficie dell’acqua a causa del differenziale di temperatura non ha certo aiutato le pallanuotiste ad aver una visione corretta del gioco.

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