Gare sui rulli,   e il ciclismo batte il virus
Andrea D’Amato, qui quando vinceva anche su strada

Gare sui rulli,

e il ciclismo batte il virus

Niente prove su strada, ma solo virtuali: e così arriva il primo titolo lombardo durante lo stop obbligato.

Un videogioco più realistico d’altri, oppure un nuovo modo di fare bicicletta? Il dibattito è aperto, specie dopo che Andrea D’Amato, a fine aprile, ha ottenuto il titolo di campione virtual lombardo per la categoria Juniores.

Di lì a qualche giorno, ecco il secondo appuntamento sui rulli, ossia il Trofeo Caduti Vertematesi per Allievi che, anziché corrersi su strada, è andato in scena direttamente sul web. E così, anche il ciclismo giovanile si scopre appassionato di tecnologia e modernità, un mix certamente spinto come non mai dalle restrizioni imposte dal coronavirus e che, invero, ha determinato un modo del tutto differente di approcciarsi all’allenamento.

Da lì a passare alle corse virtuali, però, il gioco è stato breve e, complici i professionisti del pedale, anche tra i più giovani – e tra i loro dirigenti – è sbocciata l’idea di riprendere a gareggiare, quantomeno su percorsi immaginari e con un avatar pronto a sostituire la presenza reale.

«Siamo stati la prima e unica regione – racconta Fabio Perego, vicepresidente di FederCiclismo Lombardia – a promuovere una sorta di Campionato lombardo virtuale. In pieno lockdown, infatti, non c’era modo di rimanere in contatto, se non utilizzando il telefono o le chat. Quello della gara virtuale ci è sembrato un modo di compattare un po’ il movimento attorno a un momento di condivisione simpatico e goliardico, nel corso del quale prendersi anche in giro. Abbiamo voluto fare un po’ di network, insomma».

Un’intera pagina sulla Prov incia di sabato dedicata all’argomento


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