Il Charlie: «Cantù è istinto Varese è regolarità»
Carlo Recalcati, 73 anni

Il Charlie: «Cantù è istinto
Varese è regolarità»

Carlo Recalcati, già eroe su un fronte e sull’altro, introduce il derby di domani a Desio.

Sabato scorso era a Masnago per assistere al derby Varese-Milano e domenica al Taliercio per non perdersi dal vivo Venezia-Cantù. Carlo Recalcati è dunque fresco reduce dall’aver visto all’opera nello stesso turno le due squadre - Acqua San Bernardo e Openjobmetis - che domani si sfideranno a Desio.

Siamo curiosi di conoscere che impressione ne ha tratto.

«Più che altro ho avuto delle conferme perché avevo già avuto modo quest’anno di vederle in più occasioni dal vivo oltre che in tv. La prima conferma è che anche al cospetto delle primissime della classifica, entrambe le squadre sulla singola partita sono estremamente competitive. Anzi, Cantù ha decisamente molto da recriminare perché ormai aveva la vittoria in pugno. Quanto a Varese occorre sottolineare che era senza Archie che negli equilibri di Caja ha un ruolo fondamentale. Ma nel derby ci sarà per cui rivedremo la “vera” Openjobmetis. E per Cantù sarà un grattacapo in più».

Ci racconti di Varese.

«Premetto che l’ho vista in vera e grossa difficoltà soltanto una volta sola e non in campionato bensì in Coppa, nella gara d’andata in casa coi tedeschi del Wurzburg quando ha sofferto tremendamente la fisicità degli avversari unita alle loro lunghe rotazioni. Caratteristiche, che non rappresentano certo le armi che può permettersi di utilizzare Cantù. In ottica derby quella gara non può dunque far testo».

Torniamo a noi.

«La qualità che più la sta accompagnando sin dall’inizio è quella di una Varese capace di restare sempre fedele al proprio sistema di gioco dove sono tutti importanti e i protagonisti sono sempre diversi. La loro capacità è stata quella di giocare sempre 40’ di grande regolarità: indipendentemente dal punteggio, dall’essere sopra o sotto, il loro atteggiamento non cambia. E questa è una forza».

La pecca?

«Ha vinto poco in trasferta. Nell’economia della classifica il fattore campo Masnago ha decisamente contato. E conta».

Sotto con Cantù.

«Cantù è l’esatto opposto, perché ha qualità completamente diverse e ha avuto rispetto a Varese un andamento molto diverso. Se per quella di Caja si parla di regolarità, non altrettanto può dirsi per la San Bernardo. Sia per ciò che è accaduto con le strisce in campionato sia per ciò che avviene nel contesto di una stessa partita con momenti di positività che si alternano a momenti di negatività. Cantù va veramente a folate.

Eppure c’è un’altra riflessione da fare».

Quale?

«Sono squadre, appunto, completamente diverse che giocano in modi opposti eppure sono divise in classifica da soli 2 punti. In pratica pur percorrendo strade assai diverse sono pervenute alla stessa meta. E questa è la dimostrazione che la pallacanestro è veramente figlia delle caratteristiche dei giocatori».

Cantù è anarchia?

«Cantù deve concedere libero sfogo ai suoi giocatori principali: Gaines ha bisogno di prendersi tiri che in certi momenti non avrebbero altrimenti senso così come potersi permettere ogni tipo di penetrazione; Jefferson lo devi rifornire dentro l’area perché ha un talento offensivo smisurato; Blakes è uno di quelli che deve sprigionare la sua intensità anche con una serie di iniziative personali».

Attacco, attacco e poi ancora attacco. E la difesa?

«Contro Venezia, ogni tanto ci si è accorti che c’è qualcosa di interessante anche lì dietro. In certi momenti l’attitudine a difendere è un pochino migliorata. E questo perché una squadra fatta di grandi attaccanti ha avuto necessità di tempo per assimilare quantomeno una parvenza di atteggiamento difensivo».

Preferirebbe allenare questa Cantù o questa Varese?

«Se permettete di ribaltare la domanda, rispondo che dal punto di vista tecnico, per il mio modo di allenare, allestirei un organico molto più simile a quello di Varese. E che della squadra di Caja prenderei tantissimi giocatori, mentre da quella di Brienza soltanto alcuni».

Il suo pronostico per domani?

«In assoluto direi Cantù, anche se è costretta a vincere per poter ancora ambire ai playoff mentre Varese può anche permettersi di perdere restando pienamente in corsa. Psicologicamente, dunque, partono avvantaggiati gli ospiti».


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