Il ritorno di Ai lov dis gheim La versione di Gianni (Corsolini)
Gianni Corsolini (Foto by Butti)

Il ritorno di Ai lov dis gheim
La versione di Gianni (Corsolini)

Appuntamento settimanale con la rubrica più longeva de La Provincia

Lunedì scorso ho avuto un piacevole incontro con Moreno Vago e Luca Marchi, un pomeriggio di full immersion nella vita della nostra pallacanestro.

Con Moreno Vago ci siamo visti spesso, o alle serate dei Lions oppure nel suo ambito lavorativo di studio delle presenze dell’industria in televisione (come responsabile della agenzia AGB). Moreno ha lavorato nel gruppo Ferragamo ed è stato anche responsabile amministrativo del gruppo editoriale de Il Resto del Carlino. Luca, che non vedevo da molto tempo, ha scritto un meraviglioso libro sui primi 50 anni della nostra pallacanestro Cantù, voluto dal dr. Zampese della Cassa Rurale; è sempre stato un amico, un personaggio dell’ambito giornalistico che ho sempre tenuto vicino per motivi aziendali e propensione individuale. Ha lasciato Cantù quando era direttore de La Padania poi è passato a Milano tra Libero, e Milano finanza, fino a quando si è trasferito a Roma per creare una sua agenzia giornalistica sull’informazione finanziaria. Attualmente vive in Portogallo a Cascais, dove si è spostato da diversi anni, è freelance per diverse riviste specializzate e viene in Italia ogni 2 o 3 mesi per visitare la mamma che vive ancora a Cantù.

L’incontro ha significato tantissimo per tutti noi perché il ricordo piacevole delle rispettive carriere sempre legate con un filo doppio alla nostra pallacanestro ha segnato particolarmente le nostre vite e le nostre passioni. Questa soddisfazione è stata cancellata il giorno dopo dalla notizia della scomparsa di Ivan Ballabio che, con la moglie Mariuccia Frigerio, costituiva un punto obbligato per tutti i tifosi.

Il motivo per il quale si andava a far visita a Ivan era quello di fare sviluppare le foto nel suo negozio ma in realtà tutti trovavano interessante e gradevole fermarsi da Ivan perché, con il sottofondo della pallacanestro canturina, offriva sempre un attimo di simpatia, amicizia e cordialità.

Dalle persone torniamo proprio dentro il mondo della palla a spicchi notando che c’è una buona atmosfera al momento, sempre che si possa ricominciare. Oggi non c’è alcuna certezza, addirittura per tutta la pallacanestro minore, in quanto è possibile che i dirigenti scolastici non concedano l’utilizzo delle loro palestre. Prendiamo come segno positivo, però, la foto pubblicata sul Paladesio rimesso quasi a nuovo; assieme a questa possibile realtà, sapere che tornano Leunen e Smith è una garanzia che si vuole andare avanti nonostante tutte le difficoltà del momento.

Nell’ambito dei nostri amici, il buon Trinchieri ha abbandonato Belgrado per tornare in Germania ed ha convinto Vertemati a seguirlo come assistente e responsabile dell’attività giovanile.

Penso che l’impegno con i giovani sia il motivo vero per il quale Vertemati ha accettato la proposta. E’ stato un guru a Treviglio, dove la società locale ha sempre creato una fabbrica di prospetti interessanti. Che la sapienza cestistica dei tecnici italiani sia ancora apprezzata si può evincere anche dalle trattative per un approdo di Scariolo a Istanbul.

E’ bene pensare a tutte questa vicende che riguardano l’attività sportiva di vertice e non. Il momento attuale, nel quale non conosciamo quali potranno essere le decisioni governative in termini sanitari e sociali, è complesso ed il nostro paese ha bisogno di fare scelte orientate agli obiettivi fondanti per oggi e per domani. Pensare al rinforzo del sistema sanitario, accettando il sostegno del Mes, va in questa direzione. Una opzione che stranamente accomuna il sottoscritto e Berlusconi, di cui non sono certo un seguace. Non lo sono per come le sue televisioni hanno narcotizzato la cultura della nostra nazione; anche se credo che il pensiero imperante che vuole il predominio della rete, all’insegna di “uno vale uno”, sia altrettanto pericoloso.


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