In campo senza idoneità sportiva  Punite tredici società comasche
Bufera sul basket “amatoriale”

In campo senza idoneità sportiva

Punite tredici società comasche

Bufera nel campionato di Prima divisione. La verifica dopo la morte di un ragazzo di 16 anni nel Bresciano

Tredici squadre comasche su sedici che hanno partecipato al campionato di basket di Prima divisione, hanno schierato in campo per tutta la stagione uno o più giocatori privi del certificato medico di idoneità alla pratica sportiva. Gli accertamenti avviati dalla Fip regionale hanno fatto emergere una situazione analoga in tutte le province lombarde. Per non aver ottemperato a questo obbligo, sono state quindi comminate una “montagna” di sconfitte a tavolino oltre che di punti di penalizzazione in classifica.

Era stata l’inchiesta della Procura di Brescia, che sta indagando per omicidio colposo il dirigente responsabile di una società nelle cui fila militava un giocatore di 16 anni morto in campo per infarto ma privo del certificato medico per l’attività agonistica, a sollecitare il giro di vite della Federbasket lombarda. Le attenzioni si sono concentrate sulla Prima divisione, l’ultima categoria senior pressoché amatoriale, dove abitualmente le visite mediche vengono svolte a singhiozzo.

Ad aprile dapprima nei gironi di Milano e poi in quelli degli altri Uffici Gare, è stato chiesto alle società di produrre entro dieci giorni i certificati medici di tutti gli atleti fin lì inseriti nelle liste R delle partite disputate. Incrociando quindi a ritroso i referti di gara e i certificati inviati dalle società, sono venuti a galla numeri impressionanti e preoccupanti. Mancavano quattro giornate al termine della stagione regolare, e tutti i quattro turni sono così stati oggetto di una raffica di sconfitte a tavolino a causa delle posizioni irregolari dei giocatori.

Il girone Varese 1 interamente comasco, ad esempio, ha visto nel 23° turno tutte le sette partite commutate d’ufficio nello 0-20 e in alcuni casi nello 0-0 in quanto erano in difetto entrambe le squadre. Col passare delle giornate poi alcune società hanno via via provveduto a mettere in regola i giocatori. Altre recidive nelle sconfitte a tavolino hanno nel frattempo concluso il campionato. Altre invece che nei giorni scorsi hanno iniziato i playoff sono ancora “fuorilegge”. Inflitte anche delle penalizzazioni in classifica, ma solo per la prima gara irregolare accertata, e in misura diversa dai quattro giudici lombardi: per Varese un punto di penalità a prescindere, per Milano da uno a tre punti in base al numero di atleti interessati.

Le squadre comasche “incriminate” sono Ottantatre Cermenate, Olimpia Ponte Lambro, Virtus Albese, GS Cavallasca, Pol. Senna, Pall. Cernobbio, Menaggio, Como Lakers, Uggiatese, Alebbio Como, I Comaschi Como, Pall. Cabiate, Sant’Ambrogio Mariano B. Le uniche tre invece in regola sono La Sezione Novedrate, La Polizza Fino Mornasco, Sant’Ambrogio Mariano A. Colte in castagna le società non hanno potuto che ammettere le colpe, ma contestano la tempistica della “retata” federale, avvenuta a fine stagione stravolgendo le classifiche prima dei playoff. Non è da escludere che anche in categorie superiori ci siano dei giocatori privi di certificato medico.


© RIPRODUZIONE RISERVATA