«La salvezza a Olbia  impresa da ricordare»
Oscar Brevi (a destra) e Ottavio Strano durante un’intervista a La Provincia di Como

«La salvezza a Olbia

impresa da ricordare»

Oscar Brevi e Ottavio Strano, allenatori ex Como. Una bella storia: «Siamo amici dal 1992, quando eravamo a Gallarate».

Oscar e Ottavio. La strana coppia, che tanto strana non è. Oscar Brevi e Ottavio Strano, due figure legatissime a Como e al Como, hanno portato a casa un’altra impresa. Che non sarà il doppio salto dalla C alla A, ma che è comunque importante, anche perchè non è stata poi così semplice. La salvezza dell’Olbia in un infuocato playout con la Giana Erminio. E hanno confermato la forza di un sodalizio che passa anche attraverso la storia del Como.

Complimenti ragazzi. Quanto è stata dura?

BREVI: La difficoltà maggiore è stata quella di ricollegarci immediatamente alla situazione dopo un periodo di stop così lungo, in cui nemmeno si sapeva se avremmo giocato più. Ed è stata dura fino all’ultimo, è una grande soddisfazione.

STRANO: Una partita da leggenda, All’andata abbiamo vinto 1-0, al ritorno ci siamo trovati in svantaggio, siamo rimasti in nove e nonostante questo siamo riusciti a segnare nel recupero. Ce la siamo davvero meritata.

Una squadra tosta come i suoi due mister...

B: Credo onestamente di essere stato bravo a saper gestire la situazione molto bene. Sono soddisfatto della squadra ma anche di me stesso. Del resto prima di fermarci eravamo già in un trend positivo. Nelle undici partite in cui ho guidato la squadra c’eravamo ripresi bene. Anzi, credo proprio che se il campionato non si fosse fermato avremmo potuto anche salvarci direttamente. E forse anche la Giana, che stava andando altrettanto bene.

S: Squadra tosta sì, ma devo dire che Oscar in questi anni è migliorato tanto, è cresciuto molto, ha ammorbidito certi aspetti del suo carattere ed è maturato nelle sue capacità. Credo che adesso possa essere davvero pronto ad ambire a qualche passo avanti.

Voi due vi conoscete bene. Ce la raccontate in breve questa vostra amicizia?

S: Siamo amici da quando giocavamo insieme nella Gallaratese, nel 1992 molto prima di Como. E siamo sempre rimasti amici. Tant’è che quando lui arrivò a giocare nel Como dormiva in un mio appartamento. Lui e Stellini, ma Cristian spesso tornava a casa e a volta capitava a me di dormire lì. Insomma, siamo stati molto uniti sempre.

B: Ci capiamo con uno sguardo. In lui ho completa fiducia, anche professionale, non è solo un grande amico. Mi è di grande aiuto, compensa alcuni miei limiti, senza nemmeno dover parlare.

S: Diciamo che sono un po’ il cuscinetto tra Oscar e i giocatori, il mio ruolo è stato sempre quello di cercare di entrare nella loro testa, senza schierarmi né con loro né con il mister. Per carattere riesco ad avere un buon rapporto con tutti. E’ stato così anche a Olbia, ho visto qualcuno piangere l’altro giorno quando ci siamo salutati.

Avete fatto un po’ piangere anche il Como, proprio nell’ultima partita che è riuscito a giocare...

B: Per noi è stata una vittoria importantissima, oltre che una giornata particolare per le emozioni che ci ha dato tornare lì. E’ stata una bella iniezione di autostima, venivamo da una vittoria e dopo quella di Como ne abbiamo centrata un’altra. Sì, è vero, Gabrielloni ha sbagliato quel rigore alla fine, ma penso che quel successo ce lo siamo meritati.

S: Sinceramente sono rimasto un po’ male per le parole dell’allenatore del Como, che a fine gara ha detto che noi siamo venuti lì solo per difenderci. Una squadra penultima, che si deve salvare, cosa dovrebbe fare? In realtà abbiamo meritato di vincere.

E adesso, che farete?

B: Ho parlato con la società, valuterò con calma. Sinceramente per me è stata un’esperienza positiva, ma tante volte mi sono trovato ad allenare squadre che hanno sfiorato la serie B. E, senza voler essere immodesto, come allenatore ho una media punti alta, mi piacerebbe anche potermi misurare con altri obiettivi, mi sento abbastanza pronto. Per cui, con molta chiarezza e rispetto verso la società, farò le mie valutazioni con calma.

S: Come dicevo, trovo Oscar molto maturato soprattutto se penso ai suoi primi anni da allenatore, quello di Como per esempio. In quel periodo non lo riconoscevo quasi più, troppo intransigente, troppo spigoloso, non era più il ragazzo allegro che conoscevo da calciatore. Adesso con la maturità ha trovato più equilibrio, credo davvero che possa ambire a qualcosa di più, anche se a Olbia comunque siamo stati bene. Vedremo.

Ancora insieme, anche in un’altra squadra?

B: Io quando ho potuto l’ho sempre portato con me. In serie C non è così facile potersi creare uno staff a proprio piacimento. Ma averlo al mio fianco per me è importante.

S: Siamo una coppia affiatata, e so che quando non sono stato al suo fianco è perchè non c’erano le condizioni. In ogni caso, anche stavolta gli ho consigliato di valutare con calma, di scegliere solo quello di cui è convinto. Se poi ci sarò anch’io, tanto meglio.


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