Laganà: «Dura iniziare da capo Ma ora sono tornato»
Marco Laganà

Laganà: «Dura iniziare da capo
Ma ora sono tornato»

Intervista con il giocatore canturino che dopo due mesi ha ripreso ad allenarsi con la squadra.

L’avevamo incrociata in occasione della partenza per il ritiro precampionato in Lituania e ci aveva assicurato che stava bene, che aveva lavorato sodo nei mesi precedenti per recuperare dal grave infortunio e che non vedeva l’ora di iniziare. Che accidenti è successo poi?

«Che sono stato costretto a interrompere la preparazione mirata che stavo portando avanti e che si stava rivelando positiva. Mi consentiva, infatti, di non accusare più alcun dolore al ginocchio in virtù di un tono muscolare decisamente sostenuto».

Che significa “sono stato costretto”?

«Che ho dovuto svolgere la stessa tipologia di allenamento di tutti gli altri. Eravamo in ritardo come squadra sui tempi della preparazione e così in Lituania abbiamo corso moltissimo dedicandoci inoltre a tanta, tanta pallacanestro. Ma il lavoro sui pesi, in pratica, non esisteva. E io avrei dovuto svolgerlo almeno un paio di volte alla settimana...».

Agli inizi di ottobre parte il campionato e lei nel match contro Venezia sta in campo 7 minuti.

«La mia condizione fisica era pietosa. Avevo “perso” quasi tutto il muscolo e il dolore al ginocchio aveva iniziato a tormentarmi. Così non si poteva andare avanti e allora ho deciso di abbandonare perché la sensazione è che mi sarei potuto di nuovo far male».

E dunque?

«Ho iniziato da capo. Dalle basi. Ripercorrendo il lavoro che mi aveva dato da fare Sem Bianchi (il precedente preparatore atletico, ndr). È come se avessi buttato via dei gran mesi perché mi sono ritrovato all’abc, ma adesso mi sento di nuovo in condizione. Intanto di allenarmi con gli altri. Se poi anche di giocare, vedremo...».

C’è qualcosa che l’ha ferita più di altre?

«Mi è dispiaciuto sentire qualche accusa nei miei riguardi totalmente gratuita. Soprattutto da chi non conosceva affatto la situazione. Comprendo faccia parte del gioco e del tifo, ma davvero non c’entrava nulla. Ciò detto, ho sempre dormito la notte perché dopo due infortuni così gravi mi sono venute le spalle larghe. E non m’ammazza più niente e nessuno».

L’intervista completa sulla Provincia di giovedì 8 dicembre


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