Libertas Cantù, giorni delicati «Il virus ha rafforzato il gruppo»
Il gruppo della Libertas Cantù (Foto by Cusa)

Libertas Cantù, giorni delicati
«Il virus ha rafforzato il gruppo»

Parla il dottor Mascagni, medico sociale del club brianzolo

«È successo che, purtroppo, la Brianza è diventata l’epicentro italiano ed europeo del Covid e quindi abbiamo avuto, come tutti gli ambienti, una prima contaminazione che ha dato origine alla comparsa di questo cluster». Primario a Desio e apprezzato fisiatra nel mondo sportivo locale, Paolo Mascagni è il medico della Pool Libertas.

A lui, insomma, il compito di gestire un momento nel quale ci sono ben otto atleti (e un membro dello staff) positivi al coronavirus, una situazione che di fatto obbligherà Cantù a posticipare diverse gare ufficiali e che la società sta valutando, giorno dopo giorno, accanto al suo dottore di fiducia.

«Quando si è manifestato il primo caso – racconta – il gruppo si è stretto attorno alla società sia dal punto di vista sia umano sia tecnico. Ciò ha addirittura rafforzato l’unione di gruppo. Tutti i ragazzi sono seguiti quotidianamente da noi e e verifichiamo tutti i giorni le loro condizioni. In media, essendo tutti giovani e in forze, sono asintomatici, oppure lievemente positivi».

Fin dall’inizio della preparazione, la Libertas ha attuato misure ferree per evitare che l’epidemia potesse toccare il cosiddetto gruppo-squadra. Ciò è funzionato fino a un paio di settimane fa, quando è suonato il primo campanello di allarme; ne è seguito un primo tampone a evidenziare i primi quattro casi e, questa settimana, un secondo ad aggiungerne ulteriori quattro.

«Da quando ci siamo ritrovati per il raduno d’inizio stagione abbiamo subito adottato i protocolli dedicati allo sport di alto livello. Quando sono iniziate le prime amichevoli siamo andati a giocare soltanto dopo aver effettuato test preventivi e i ragazzi sono sempre stati rispettosi di ciò che dicevamo loro. Dal 13 ottobre, infine, ci siamo uniformati al protocollo di serie A, che prevede procedure rigidissime che, infatti, finora avevano consentito che non si verificasse alcun contagio. È chiaro che questo virus, però, sia molto contagioso e, dunque, i suoi riflessi, vista anche la drammaticità di quello che sta vivendo il nostro territorio, sono arrivati anche al nostro interno», continua.

Difficile, al momento, fare previsioni relative a quanto la Libertas potrà tornare a giocare il suo campionato. Tutto dipende dalle risposte che daranno i test sui giocatori positivi e dai successivi tempi di recupero fisico per evitare che al Covid-19 si assommino successivi infortuni.

«Quando riammetteremo i ragazzi avremo una procedura molto stretta per farli rientrare in tutta sicurezza. Seguiremo, in tal senso, le indicazioni internazionali. Via web abbiamo già comunicato loro programmi personalizzati da seguire; al rientro, attueremo accertamenti molto seri volti a salvaguardarli quanto più possibile», conclude Mascagni.


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