Libertas e la novità girone unico «Non ci sono squadre deboli»
Raydel Poey, uno dei nuovi in casa Libertas Cantù (Foto by Cusa)

Libertas e la novità girone unico
«Non ci sono squadre deboli»

Nel fine settimana partirà il campionato di serie A2 di Cantù

«Anche quest’anno sapremo toglierci molte soddisfazioni». Come da tradizione, Massimo Redaelli ostenta ottimismo. L’ha fatto nelle scorse stagioni nei momenti più cupi, l’ho fa in un momento, il pre-campionato in vista dell’esordio nella rinnovata A2 di volley maschile, nel quale i risultati ancora non sono arrivati. Ciò nonostante, il vice-coach della Libertas si mostra convinto della squadra allestita in estate dal presidente Ambrogio Molteni: «Siamo molto fiduciosi – dice – perché la squadra ha ampi margini di miglioramento vista la giovane età dei suoi componenti. È chiaro che ci vorrà ancora un po’ di pazienza».

L’A2 che partirà domenica al Parini sarà più competitiva di quelle a due gironi. Un unico girone, infatti, significa necessariamente «un numero inferiore di squadre, ma un livello qualitativo decisamente più alto».

Da una parte, «ci saranno soltanto due retrocessioni»; dall’altra, «non ci saranno squadre materasso» da affrontare quasi sottogamba. Ci sarà, insomma, di che sudare. «I giocatori rimasti in A2 – prosegue, sono la cream di quelli degli scorsi due gironi. Inutile dire che ogni partita sarà dura, che non si potranno fare calcoli e che non ci si potrà permettere di tirarsi indietro. Bisognerà dare il massimo, lavorando in settimana per essere pronti nelle gare ufficiali».

Nove le amichevoli fin qui giocate, un gruzzolo importante se si considera che, in media, quelle giocate dalle altre squadre non superano le 4-5. L’obiettivo era e rimane quello di arrivare in forma all’esordio, con tre diversi infortuni a funestare i pensieri della vigilia di coach Luciano Cominetti. Il primo problema è stata la frattura del polso occorsa a fine giugno a Mirko Frattini, dalle cui mani passa tutto il gioco di Cantù. «La frattura s’è saldata, ora tocca a lui fidarsi del giudizio dei medici e lasciarsi andare. Mirko è tra i migliori nel suo ruolo in A2. Riacquista la mobilità, ora il problema riguarda gli strascichi mentali dell’infortunio. Siamo molto fiduciosi: merita la categoria in cui milita e deve solo sbloccarsi», prosegue Redaelli.

Meno preoccupante la condizione del libero Luca Butti: «La sua è una distorsione alla caviglia avvenuta in una fase di gioco. Si sta allenando, anche se non è ancora appostissimo. Ricordo a tutti, però, che lo scorso anno scese in campo a Bolzano il giorno dopo di un infortunio analogo. Per la prima ci sarà», rassicura il tecnico canturino.

L’ultimo pensiero, il più pressante, riguarda lo schiacciatore d’origine cubana Raydel Poey: « Ha avuto un risentimento muscolare al bicipite femorale. Sono situazioni che possono capitare, ma il nostro staff sta lavorando con il giocatore affinché possa essere regolarmente in campo all’inizio del campionato», conclude Redaelli.


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