Lo sponsor? Finocchiaro

tifa per il bis della Lenovo

Il manager dell’azienda confida «Ci piacerebbe tanto esserci e stiamo lavorando per questo»

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CANTÙ

La trattativa sta andando per le lunghe. In effetti, si sta protraendo da diverso tempo la vicenda che riguarda l’eventuale rinnovo dell’accordo contrattuale tra la Pallacanestro Cantù e la Lenovo, la multinazionale cinese che già nella seconda metà della scorsa stagione ha abbinato il proprio marchio a quello del club biancoblù.

Al termine del campionato, poi, l’una e l’altra si erano ripromesse di fare il possibile per non lasciarsi. La volontà di entrambe, infatti, era quella di proseguire la collaborazione.

Dopodiché non si è saputo più nulla. Comunicati non se ne sono visti, notizie non sono state diffuse. Difficoltà sopraggiunte? Realtà che mal si conciliava con i buoni propositi? Indicazioni di massima rimaste chiuse in un cassetto? Interrogativi che si sono susseguiti e continuano a rincorrersi anche in questo periodo. E dunque?

«Stiamo lavorando e anche piuttosto alacremente - confida il general manager south region consumer business di Lenovo, Giuseppe Finocchiaro, ovvero colui che ha sempre seguito in prima persona le vicende inerenti una tale sponsorizzazione -. Diciamo che ci piacerebbe esserci anche per la prossima stagione».

«Aggiungo che se fosse per la società di basket dell’ingegner Anna Cremascoli e per noi “europei” della Lenovo la situazione sarebbe già stata definita con reciproca soddisfazione di entrambi ritengo di poter dire. Con tutti gli elementi già definiti da una parte e dall’altra. Come azienda, però, stiamo attendendo dalla sede centrale in Cina l’approvazione del budget di spesa destinato al basket».

Potremmo allora anche attenderci delle sorprese in negativo? «Non credo - risponde Finocchiaro - ma i tempi non sono brevissimi e il periodo delle ferie non ci aiuta, in tal senso».

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