Ludi non vuol nascondersi «Ci pensavamo da un po’»
Denis Wise (a sinistra) e Carlalberto Ludi: ora toccherà a loro scegliere il nuovo allenatore del Como

Ludi non vuol nascondersi
«Ci pensavamo da un po’»

Il ds del Como ci mette la faccia dopo l’esonero di Banchini: «C’era bisogno di fare degli step in più. Ora non abbiamo necessità di fare scelte affrettate, e stiamo valutando».

Non è stata una decisione improvvisa, d’istinto, di pancia. Carlalberto Ludi lo spiega chiaramente. Anche se è ovvio che questi ultimi due pareggi casalinghi siano stati la goccia definitiva in un quadro che da un po’ non soddisfaceva pienamente lui né tantomeno Denis Wise, massimo referente tecnico della società.

«Faccio una premessa - spiega Ludi -, io apprezzo e riconosco il valore del lavoro e del percorso di costruzione fatto in questi mesi da Banchini con la squadra, lo abbiamo confermato anche per questo. Quest’anno però c’è bisogno di fare degli step in più, una crescita in termini di competitività, e ci siamo accorti da un po’ che qualcosa in questo senso mancava».

Ludi individua la sconfitta con la Giana come primo serio campanello d’allarme. «Poi ci siamo un po’ ripresi, poi è arrivato il Covid e il momento era delicato», ma Banchini da un certo punto in avanti è sempre stato sotto esame. E forse lo stesso tecnico ne era consapevole. «Non siamo una squadra in crisi, per fortuna. E l’impegno da parte dei ragazzi sicuramente non è mai mancato. Ma se vogliamo crescere, se pensiamo che questo Como possa farlo, non possiamo accettare di non vincere queste due ultime partite, correndo rischi, restando in equilibrio con avversari che rispettiamo e che valgono, ma dal nostro punto di vista queste sono occasioni da non sprecare. Non posso contare tre palle gol per noi e due per loro, devono essere sei per noi e zero per loro, questo è il concetto».

Quello che nel dettaglio Ludi rimprovera a Banchini, «l’ho detto a lui ed è giusto che resti tra noi. La squadra ha appreso la notizia con dispiacere ma anche con grande serietà. Tutti siamo consapevoli che si debba cambiare passo, che non si debbano cercare alibi quando per esempio non si vincono partite come queste».

Troppi alibi, troppe ricerche di spiegazioni, forse anche questo da un certo punto in avanti non è più piaciuto alla società. Perchè, dice Ludi, «può esserci una partita storta in cui tutto va male, ma qui è stato diverso, in tutte e due le gare abbiamo palesato delle fragilità che dobbiamo superare. Dobbiamo pretendere che gare come queste si affrontino in un’altra maniera».

Un modo nemmeno troppo implicito per dire che le ambizioni di quest’anno sono altre, e che la squadra vale di più di quello che sinora ha dimostrato, secondo chi l’ha costruita.

Ma a chi sarà poi definitivamente affidata ancora non è stato deciso. «Non abbiamo necessità di fare scelte affrettate. Stiamo valutando alcuni profili, ma nello stesso tempo ci fidiamo molto di Gattuso e Guidetti, professionisti preparati che conoscono bene i nostri giocatori. Il che adesso è indispensabile».


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