Maffenini stacca la spina  «L’avevo promesso a mio nonno»
Giulia Maffenini

Maffenini stacca la spina

«L’avevo promesso a mio nonno»

Probabile addio della bomber di Olgiate: «Faccio un lavoro pesante e devo curarmi la caviglia».

Forse è un addio al basket o forse no. Giulia Maffenini, bomber di Olgiate Comasco ed ex grande promessa della Comense, ha deciso a 27 anni di staccare la spina per un po’.

«A mio nonno, scomparso di recente dopo avermi seguito sempre fino all’ultima partita, avevo detto che quando lui non ci sarebbe stato più avrei appeso le scarpe al chiodo – confessa Maffenini -. Oltre al basket faccio un lavoro pesante che mi impegna abbastanza. Poi magari a metà stagione tornerò a giocare. Però adesso devo sicuramente fermarmi per curare il ginocchio e la caviglia, che hanno la cartilagine consumata da tempo. In più quest’anno sono stata fuori quattro mesi per uno strappo muscolare: alla prima giornata mi sono fatta male, e non voglio rifare un’altra stagione così. Insomma, il mio fisico mi sta dicendo di rallentare. E poi…».

E poi c’è che Maffenini ha sulle spalle un pesante fardello. Aveva 19 anni quando divenne un caso nazionale: i 30 punti di media segnati in B1 nel Btf Cantù, il debutto in Nazionale direttamente al Mondiale Under 19, poi la vicenda della “recompra” da parte della Comense che pagò 45mila euro di svincolo per lanciarla in A1. Maffenini però non esplose mai del tutto. Grandissima leader e capocannoniere in A2, ma forse talento incompreso o incompiuto.

«Oggi mi vedono solo come un numero - commenta amaramente -. Mi dicono, devi fare 40 punti, ma se vai via ne troviamo un’altra. E invece siamo comunque persone. Sì il dispiacere è non essere andata avanti con la Comense, perché la società è scomparsa: ho visto il mio nome ancora sul tabellone del Palasampietro ed è da brividi. Ci ho provato ancora con l’A1, ma l’unica offerta è stata di Broni che poi però ha preso una straniera. Così come mi aspettavo una chiamata in Nazionale maggiore: mi sarebbe piaciuto provare anche solo per un raduno e resta il rimpianto».

La pasticceria però è sempre il sogno nel cassetto. «Chissà. I soldi li sto mettendo via, magari apro un baretto sulla spiaggia...».


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