Marzorati: «I giovani una garanzia»

«Per tenere viva la tradizione c’è bisogno di programmazione, quella stessa programmazione che ha concesso all’Under 20 di vincere lo scudetto»

La Virtus Bologna in A2, peraltro in compagnia dell’odiata Fortitudo, è una notizia clamorosa per quella che fino a qualche anno fa era giustamente definita Basket City. Un disastro sportivo che non ha eguali nella storia della pallacanestro tricolore, a rappresentare l’ultimo epilogo di una serie di retrocessioni illustri tra le quali annoverare Siena, Treviso e Trieste, tanto per citarne alcune. Ha rischiato anche Cantù. E oggi ci si interroga: la tradizione vale ancora?

«Nello sport – afferma Pierluigi Marzorati – la storia conta relativamente. Di sicuro ha un valore affettivo, ma non è sufficiente per garantire a una squadra i risultati. Per tenere viva la tradizione c’è bisogno di programmazione, quella stessa programmazione che ha concesso all’Under 20 di Cantù di vincere lo scudetto. La vittoria è stata un segnale forte, perché ha dimostrato che in città non solo ci sono i talenti, ma anche il giusto humus per farli maturare. Ci vuole un organizzazione con obiettivi chiari e le persone al posto giusto per centrarli. Differentemente, la storia, da sola, non è sufficiente. Questo è successo alla Virtus e, pochi anni fa, alla Fortitudo».

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