Giovedì 24 Luglio 2008

Micol Cattaneo ce l'ha fatta:
suo un biglietto per Pechino

ROVELLASCA – E’ un urlo di gioia che esce dalle pareti di casa Cattaneo, rimbalza sul campanile della chiesa parrocchiale di Rovellasca, si dilata oltre la Grande Muraglia e raggiunge Pechino. E’ lì che dall’8 al 24 agosto si svolgeranno le Olimpiadi 2008 e fra le migliaia di atleti di tutto il mondo, che rappresentano oltre quaranta discipline sportive riconosciute dal Cio, ci sarà anche Micol Cattaneo, pluricampionessa italiana degli ostacoli (60 indoor-100 outdoor). Saranno 49, 27 uomini e 22 donne, gli azzurri dell’atletica ai Giochi Olimpici di Pechino: la composizione della squadra è stata comunicata dopo la Giunta del Coni. La lunga e snervante attesa è finita e la comunicazione ufficiale ha sciolto ogni interrogativo. Il vagheggiato sogno è diventato splendida realtà.
La commozione è immensa. «Una notizia fantastica e – dice Micol – sono talmente emozionata che stento anche a trovare le parole per esprimere la mia felicità. Un grazie a tutti quelli che mi hanno sostenuto e incoraggiato». Innanzitutto va rammentato il direttore tecnico azzurro Nicola Silvaggi che, senza perifrasi, ha perorato la convocazione della “carabiniera” rovellaschese sottolineandone i progressi compiuti e i margini di miglioramento che può avere in una specialità molto tecnica. Ormai gli addetti ai lavori la considerano l’erede designata di Carla Tuzzi dalla quale ora la separa soltanto un leggerissimo diaframma.
 «Partecipare ai Giochi Olimpici è per me – osserva la ventiseienne ostacolista rossoblù –  l’apice di una stagione che, invero, devo considerarla un po’ strana perché, senza una preparazione specifica, ero andata molto bene nelle gare indoor. Ma il punto d’arrivo l’avevo fissato su quelle all’aperto puntando tutto sulle Olimpiadi  e allenandomi con molto impegno. Dopo la Coppa Europa, che mi ha portata a un centesimo dal primato italiano di Carla Tuzzi (12”97, ndr), è subentrato quasi un blocco psicologico nonostante stessi bene fisicamente».
Comprensibile la pressione di dover scendere da 12”98 a 12”96 (minimo A richiesto) che equivaleva il diritto automatico del biglietto per la Cina. Ora tutto è sistemato con la regolarizzazione del “pass”.
Piero Aliverti

m.schiani

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