Monguzzi: «Libertas più forte di tutte le avversità dell’anno»
Dario Monguzzi, capitano della Libertas Cantù (Foto by Cusa)

Monguzzi: «Libertas più forte
di tutte le avversità dell’anno»

Il bilancio di fine stagione del capitano di Cantù

La sua, a dirlo è il diretto protagonista, è «per adesso, l’ultima intervista». Dario Monguzzi, 37 anni il prossimo luglio, del resto sa che alla sua età ogni stagione è ormai una in più, un’esperienza da vivere fino all’ultima goccia, in attesa di capire cosa il futuro potrà ancora riservare in termini sportivi. Così, peraltro, è stato quest’anno, con i pronostici che davano la sua Pool Libertas candidata alla lotta per ultimo posto, o giù di lì, e la squadra che, di contro, è riuscita a giocarsela con Taranto.

«Siamo usciti a testa alta, soprattutto ai playoff. Credo che abbiamo incontrato la squadra più forte, più attrezzata, più organizzata del campionato», dice apertamente il capitano di Cantù.

Di problemi, fin dall’inizio, ce ne sono stati parecchi. Dalla ricerca dei palazzetti dove allenarsi e giocare (orfana del Parini, la Libertas s’è divisa tra Casnate con Bernate, Monza e Gongorzola), giocatori e staff hanno affrontato un esteso contagio interno da Covid-19 e l’avvicendamento di metà stagione al palleggio. Nonostante ciò, la decima posizione prima e i quarti di finale playoff hanno dato ragione a chi credeva nell’organico allestito dal presidente Ambrogio Molteni.

«Tanti meccanismi – prosegue - che in una stagione regolare avvengono, intoppi e rallentamenti vari, in una squadra giovane come la nostra hanno richiesto un po’ più di tempo. Il tempo, purtroppo per noi, è finito. Sono contento del percorso fatto da questa squadra e sono orgoglioso di esserne stato il capitano, anche quest’anno; con un nuovo gruppo, un allenatore nuovo e tutte le dinamiche che ci sono state e che ha dovuto affrontare, Cantù rimane un punto di riferimento importante nel panorama pallavolistico di alto livello».

Dire cosa avverrà di qui in avanti sarebbe ardito. Per apprezzare il finale di stagione, quindi, è importante ripensare a quello che è stato, al «lavoro enorme dal punto di vista organizzativo, tecnico e medico» fatto e a una logistica che, tra «spostamenti, incastri di orari e reperibilità dei palazzetti» avrebbe potuto mandare a terra chiunque. Così, però, non è stato, a dimostrazione che la Libertas è un meccanismo oliato, in grado di fare bene anche di fronte alle indubbie difficoltà attraversate nella stagione 2020-2021: «Adesso è molto presto, abbiamo un po’ di tempo per sbollire la delusione e il rammarico, però credo si stia lavorando nel modo migliore e si continuerà a farlo così. Aspettiamo, vediamo come finiranno i playoff: sicuramente ci si metterà a lavorare per allestire il roster della prossima stagione».

In un’annata nella quale «sono migliorati tanti giocatori, io per primo, anche se non sono più giovanissimo», Monguzzi pensa a Motzo, diventato un bomber di sicuro affidamento e con grande prospettiva davanti a sé e agli esperti del gruppo, ossia il trio composto da Mariano, Bertoli e Butti che è stato «di supporto per tutta la stagione». Il resto, in fondo, lo dirà nei prossimi mesi la società, con il desiderio di rimanere nella mischia anche nella prossima stagione e la curiosità di vedere quanto il giovane gruppo messo quest’anno nelle mani di coach Matteo Battocchio possa ancora crescere .


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