Nikolic, chiamatelo il “tuttofare” «Per Cantù una botta di fiducia»
Una schiacciata di Stefan Nikolic (Foto by Butti)

Nikolic, chiamatelo il “tuttofare”
«Per Cantù una botta di fiducia»

Il serbo di scuola italiana è stato tra i migliori della gara contro Udine

Dare tutto per il tempo in cui si è chiamati a giocare. Non è un’ovvietà, non per il tipo di squadra che è Cantù.

E se questo è il “diktat” di coach Sodini – e lo va ripetendo da inizio anno -, allora la partita del serbo Stefan Nikolic contro Udine è l’esempio lampante di ciò che dovrebbero fare tutti i giocatori, specialmente quando entrano in campo partendo dalla panchina.

Per il lungo di formazione italiana parlano i numeri, che nel basket contano sempre tanto: 15 minuti in campo, 10 punti realizzati con 4/5 da 2 (con una schiacciata che ha fatto sobbalzare il PalaBancoDesio), 2/2 ai liberi, oltre a 6 rimbalzi catturati. Massima resa, proprio come chiede Sodini.

«Una grande prestazione»

Una prestazione che lo stesso Nikolic sceglie come la migliore sin qui in campionato, per quanto lo riguarda: «Avevo molte motivazioni - dice il giocatore - , volevo fare bene contro la mia ex squadra. Ma è importante più di tutto la vittoria di Cantù: abbiamo disputato una grande partita, ne siamo usciti vincitori e ne avevamo bisogno perché arrivavamo da una sconfitta che volevamo riscattare per ritrovare la fiducia in noi stessi».

Nikolic ha fatto un po’ di tutto, come raccontano le statistiche: «Credo che la chiave per una grande squadra sia essere competitiva con tutto il roster. Quando si entra in campo dalla panchina, occorre essere pronti a dare tutto e subito, indipendentemente dai minuti concessi, perché non c’è tempo per prendere il ritmo partita. Io? Sono felice della mia prova. Penso di aver anche cambiato il mio approccio ultimamente e i risultati si stanno vedendo».

Cantù è tornata al successo proprio contro una diretta concorrente, quanto è importante a questo punto della stagione? «Avevamo bisogno di una grande vittoria, ottenerla contro Udine è ancora più bello: ci dà una “botta” di fiducia. E mi sembra più che evidente che Udine sarà un’avversaria anche alla fine, quando si decideranno le promozioni in serie A».

«Stiamo crescendo»

Non era semplice, dopo una settimana complicata – per gli infortuni e le polemiche a distanza tra i club -, ritrovare la concentrazione: «Abbiamo dimostrato che, grazie a un roster lungo, si riescano comunque a vincere partite importanti anche con qualche defezione. Non solo lungo, ma anche di qualità, che sta crescendo nelle letture dei giochi e nel gioco di squadra. Quanto all’incertezza sul possibile rinvio della partita, sicuramente ci ha un po’ scossi, ma ci siamo allenati con l’idea che si giocasse al 100%».

Udine battuta alla nona giornata, per Sodini è solo una «schermaglia», un primo annusarsi a vicenda. E per Nikolic? «Se dovevamo capire che tipo di squadra fossero, dico che Udine mi ha impressionato per la fisicità che ha. È riuscita a metterci alla prova come squadra, cercando di approfittare di qualche nostro limite. Ma siamo stati più forti anche di questo».


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