«Non fu doping, doveva curarsi»
Archiviate le accuse a Santambrogio

Chiusa l’indagine penale a carico del ciclista di Inverigo fermato nell’ottobre del 2014 - Con il senno di poi avrebbe potuto opporsi anche alla squalifica sportiva, che scade quest’anno

La Procura della Repubblica di Como ha chiesto e ottenuto l’archiviazione dell’indagine per doping aperta nel 2014 nei confronti di Mauro Santambrogio, 32 anni, ciclista professionista di Cremnago di Inverigo, che la giustizia sportiva squalificò, paradossalmente, per tre anni a causa di un eccesso di testosterone in un campione di urina.

Nella sua richiesta di archiviazione la Procura di Como dice testualmente che «la condotta è priva di rilevanza penalistica, trattandosi di sostanza (quella alla quale il ciclista fu trovato positivo, ndr) che non è stata utilizzata per l’alterazione di prestazioni agonistico sportive». In altre parole, in quel periodo (in cui tra l’altro il ciclista non correva), Santambrogio stava semplicemente curandosi per un problema urologico.

Leggi l’approfondimento su La Provincia in edicola sabato 18 marzo

© RIPRODUZIONE RISERVATA