Oppizio in trionfo
Il silenzio è d’oro

Il ginnasta figinese esulta ma preferisce non commentare il successo a squadre delle Olimpiadi giovanili: è lui l’erede di Coppolino e Cassina

Davide Oppizzio preferisce la pedana alle interviste. Ancor di più se è nel bel mezzo di una competizione importante come gli Eyof, i giochi olimpici giovanili europei. Martedì ha vinto la medaglia d’oro nella prova a squadre, con i compagni Tommaso Brugnami e Riccardo Villa, domani sarà impegnato nella finale agli anelli (è entrato con il terzo punteggio) e sabato in quella alla sbarra (secondo punteggio).

Il figinese (18 anni) può arricchire, in maniera davvero pesante, il medagliere. Intanto ha raggiunto uno degli obiettivi che aveva indicato, alla fine della scorsa stagione, in una intervista al nostro giornale. «Il mio sogno -conferma Oppizzio - è partecipare alle Olimpiadi ma, nell’immediato, è quello di potermi togliere lo sfizio di qualche finale di specialità nelle competizioni di grande valore come gli Europei o i Mondiali». Traguardo raggiunto alle Olimpiadi giovanili di Banska Bystrica, in Slovacchia, con l’eccezionale oro a squadre, davanti a Gran Bretagna e Svizzera.

Gli junior della Nazionale italiana hanno messo insieme il totale di 158.75 punti, battendo gli inglesi di un paio di decimi con una prestazione di squadra di altissimo livello. C’è stata anche una battuta d’arresto, per i tre azzurri, nel cavallo con maniglie, l’attrezzo d’apertura che aveva fatto prendere un grande spavento. Invece poi è stata una cavalcata trionfale. Oppizzio è un predestinato:come il novedratese Andrea Coppolino è un comasco in forza alla Ginnastica Meda ed ha iniziato a mettere in bacheca le prime medaglie internazionali. Non è un caso poi che sia riuscito a staccare il pass agli anelli, l’attrezzo preferito (sino a diventare esclusivo) proprio da Coppolino. Ma il figinese ha un altro idolo in casa Ginnastica Meda:l’oro l’olimpico ad Atene 2004 alla sbarra, Igor Cassina. Il giovane comasco, per non far torto a nessuno,ha pensato bene di staccare il biglietto anche per la finale alla sbarra. «Non credo di potermi considerare ancora l’erede di due ginnasti di tale calibro -dice - . Mi ritengo un generalista e mi piacciono tutti i sei attrezzi. Anche se la sbarra è uno dei miei preferiti e anche di competitività ginnica».

Non è nemmeno da prendere in considerazione l’ipotesi di chiedere ad Oppizzio un pronostico per le due finali di specialità che l’attendono. Nel bel mezzo di una gara ancora da completare, il suo sarebbe un secco “no comment”. Ma forse è meglio così:lasciamolo concentrato su quelle che potrebbero essere due imprese. Per diventare sempre più l’erede di Coppolino e Cassina.

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