Lanzoni: «Allenare i ragazzi
non mi condiziona. A volte esagero»

La giocatrice delle Rane Rosa è anche coach dell’Under 15 della Como Nuoto Recoaro

Lanzoni: «Allenare i ragazzi non mi condiziona. A volte esagero»
Gaia Lanzoni e i ragazzi dell’Under 15 della Como Nuoto

“Princi” attualmente è senza il suo regno. Le piscine sono chiuse e così lei è costretta all’inattività forzata. Che vuol dire non potersi allenare ma anche non poter allenare la sua squadra. Gaia Lanzoni, genovese, venticinquenne, è un’atleta delle Rane Rosa da cinque stagioni ed ormai si è radicata nel territorio lariano tanto che in epoca da Coronavirus, di tornare a Genova non le è nemmeno passato per la testa.

Il soprannome, “Princi”, che deriva da principessa e che la fa anche un po’ vergognare, le è stato affibbiato dalle compagne di squadra, però la formazione che allena lo ha fatto suo e lo sfrutta tantissimo, quasi allo sfinimento: “Ogni tanto devo chiedere ai ragazzi di smettere, sono insistenti nel chiamarmi e riescono quasi a farmelo odiare, quell’appellativo!”

Alleni una squadra maschile, la formazione Under 15 della Como Nuoto Recoaro: non è così usuale che una donna diriga dei ragazzi.

Forse perché l’uomo teme di più il giudizio di un altro uomo, ma ho le caratteristiche giuste per farmi rispettare. Sono molto severa, esigente sia in campo sportivo sia nel chiedere ai ragazzi un comportamento virtuoso anche a scuola, qualche volta mi sa che esagero pure un po’. Però non ho avuto nessuna esitazione quando mi è stato chiesto di allenare i ragazzi: li avevo già guidati in uno scorcio della stagione scorsa, il feeling era stato immediato, quindi forte anche delle esperienze passate, in panchina con l’Under 11 e poi con le ragazze Under 13, ho accettato di buon grado. Ho iniziato la mia esperienza da allenatrice grazie al sostegno di Matteo “Bisio” Fusi, che mi ha trasmesso la sua passione e mi ha sempre sostenuto e consigliato: a lui devo tanto.

Allenare potrebbe essere uno sbocco futuro per te?

A oggi mi vedo più come giocatrice, non riesco ancora ad immaginarmi allenatrice anche se le sensazioni che provi e l’adrenalina che sale nelle partite sono molto particolari e piacevoli.

Devi seguire una linea societaria nell’allenare o sei del tutto indipendente?

Predrag Zimonjic è il coach della prima squadra maschile ed il supervisore delle giovanili: con lui mi confronto, è un grande perché non impone nulla, sa ascoltare e poi dare consigli e correzioni di direzione.

Tra i tuoi ragazzi, che fino allo stop della stagione stavano veleggiando nelle posizioni di alta classifica regionale, c’è qualche talento che vedresti utile in prospettiva alla prima squadra?

Intanto lasciami dire che la Under 15 è una squadra fantastica, che sa cos’è il sacrificio, è responsabile, vive benissimo lo spogliatoio ed è composta da ragazzi simpaticissimi. Credo che ci sia più di un elemento potenzialmente inseribile in futuro nella squadra maggiore, lavoreremo duramente quando potremo ricominciare per recuperare il tempo perso. Sono molto fiduciosa sul loro futuro.

Le Rane Rosa si stanno ancora allenando?

Certamente, sempre tra le mura domestiche, anche perché credo che ormai la stagione sia compromessa nonostante non ci siano ancora comunicazioni ufficiali in merito.

Potrebbe voler dire che essendo prime in classifica, le Rane Rosa sarebbero automaticamente promosse in serie A1?

Spero proprio che ciò non accada. Proprio nei giorni scorsi parlavo di questa eventualità con Maria Romanò ed entrambe concordavamo sul fatto che non vogliamo per nulla al mondo rinunciare all’emozione di una promozione conquistata giocando, ma soprattutto alla gioia dei festeggiamenti successivi.

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