Giani, baby comasco in Superlega
«Sono a Latina per crescere»

Il racconto del diciannovenne di Carate Urio, ex Monza e - per un attimo - anche di Cantù

Giani, baby comasco in Superlega «Sono a Latina per crescere»
Lorenzo Giani, di Carate Urio

A Latina, dove è approdato nel corso di un’estate un po’ turbolenta dopo che la Pool Libertas ne aveva già annunciato l’ingaggio come secondo di Manuel Coscione, Lorenzo Giani ha trovato davanti a sé un compagno di reparto, Michele Baranowicz, che definire d’alto livello è probabilmente riduttivo, vista la forza e la carriera.

«Mi sto trovando molto bene con lui. Mi aiuta molto e, anche se ho giocato davvero poco, penso di essere comunque cresciuto», racconta.

Giani, classe 2002 da Carate Urio, alla Top Volley Cisterna c’è andato nonostante sapesse fin dall’inizio che lo spazio in campo sarebbe stato risicato.

A nemmeno 19 anni (è nato infatti l’1 novembre) e con cinque anni in maglia Vero Volley Monza alle spalle, di cui un paio peraltro nell’organico della prima squadra, rimanere comunque in SuperLega, per di più assieme a un allenatore – Fabio Soli – con cui già s’era trovato bene in passato, ha però rappresentato un richiamo troppo importante per non cedere alle sirene di Latina.

«Alla fine della scorsa stagione – prosegue Giani - ero stato chiamato da Cantù, una buonissima opportunità per me con la consapevolezza, però, che non avrei giocato molto. In seguito è arrivata la proposta di Latina. Lì avrei trovato Fabio Soli, che avevo già avuto a Monza tra serie B e prima squadra, e avrei avuto l’occasione di allenarmi a un livello un tantino superiore, con l’opportunità dunque di imparare maggiormente. Queste, non altre, sono state le motivazioni che mi hanno fatto prendere questa decisione».

Dopo una prima parte di stagione piuttosto buona, alcune vicissitudini interne tra Covid-19 e altri cambiamenti hanno un po’ rallentato la corsa della Top Volley Cisterna nel campionato di SuperLega.

I prossimi appuntamenti, in questo senso, potranno dire molto del destino futuro della formazione laziale.

«Stavamo andando abbastanza bene, poi siamo incappati in qualche problema di troppo. Ora ci aspettano alcune partite abbastanza importanti da cui dipenderà il proseguo. Pensavamo di entrare tra le prime otto per giocarci i playoff; ora, per prima cosa, inseguiamo il miglior piazzamento possibile per assicurarci la salvezza. Da lì in poi, si vedrà», continua il giobvane di Carate.

Dopo la spola tra il lago di Como e Monza, quella di Latina è la prima vera volta lontano da casa, senza la famiglia accanto.

Un’esperienza nuova, vissuta tra la pallavolo e lo studio on-line alla facoltà di Scienza dell’alimentazione.

«Non ho grandi aspettative per l’immediato futuro; mi piacerebbe sicuramente fare questo come lavoro per anni, e ci proverò finché sarà possibile. Quando non sarò più all’altezza non ne farò certo una tragedia. Dovessi rendermi conto di non farcela più, tornerò tranquillamente a giocare soltanto per passione. Al momento è difficile dire quale sarà il mio prossimo obiettivo a fine stagione: quello che voglio è continuare a crescere e, così facendo, crearmi nuove opportunità», conclude Giani.

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