La pallavolo si interroga
«Pensare a come ripartire»

Parla l’allenatore dell’Arosio Dario Keller che una grossa esperienza: «Questo momento può diventare un’occasione, per rivedere l’intero sistema»

La pallavolo si interroga «Pensare a come ripartire»
keller terzo da sinistra
(Foto di Viviana Dalla Pria)

«Credo che in questo momento la chiusura dei campionati fosse l’unica soluzione possibile per quanto riguarda l’attività sul territorio, senza entrare nel merito di categorie come la serie A».

Dario Keller, attuale tecnico della Pallavolo Arosio, con un passato recente come vice alla Saugella Monza di Serie A1 e un incarico da manager della comunicazione al Vero Volley, nella pallavolo ci bazzica da sempre.

Il suo, insomma, è un osservatorio privilegiato per capire quale è il momento di questo sport alle prese con categorie da rivedere e verdetti congelati. «Oggettivamente – dice – sarebbe stato molto difficile, stante l’incertezza attuale, pensare a una riorganizzazione del settore per tornare a giocare e, soprattutto, mettere tutti nelle stesse condizioni di poter svolgere un’attività che, necessariamente, si appoggia su strutture e situazioni la cui disponibilità e le condizioni sono ancora tutte da verificare».

«Anzi, proprio quello degli impianti credo che potrà essere uno dei temi caldi verso la possibile ripresa dell’attività, e sarà importante che i gestori delle palestre possano dare alle società la possibilità di organizzarsi per tempo in base alle condizioni di utilizzo, considerando che molte realtà stanno già iniziando, senza precise indicazioni anche da parte della Federazione, se non un’estemporanea riforma dei campionati giovanili, a programmare la prossima stagione».

«Personalmente, avendo allenato a tutti i livelli della pallavolo, dall’Under 13 alla Serie A1, mi auguro che questo momento possa diventare anche un’occasione, per quanto triste, per rivedere un po’ l’intero sistema e il movimento, che da qualche anno dà l’impressione di essersi incartato su se stesso». Un auspicio, il suo, che apre a una riforma complessiva del movimento, alla ricerca di visibilità e appassionati non solo per le categorie più alte, ma per il sistema nella sua interezza

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