Mestriner e ClericiAuto. Un addio da vincitrice

La capitana di Cabiate chiude con la promozione: «Un anno bello, sono fiera di ciò che la squadra ha fatto. Io, anche quando non c’ero, mi sono sempre sentita qui»

Mestriner e ClericiAuto. Un addio da vincitrice
Valentina Mestriner, capitana della ClericiAuto Cabiate

«È stato il gran finale di un’annata impegnativa, sicuramente interessante, importante e non semplice. Le dinamiche di squadra, del resto, sono complesse anche quando vinci, non soltanto quando si perde».

Valentina Mestriner, che della Pallavolo Cabiate neopromossa in serie B1 è la capitana, sorride pensando a quello che per lei e per le sue compagne «è stato il coronare un sogno»: «Concludere un’annata quasi perfetta. L’annata giusta per chiudere all’apice», racconta alternando alla soddisfazione per il passaggio di categoria un pizzico di nostalgia per la decisione di lasciare per sempre il mondo del volley.

«Sempre finire bene»

«Ho sempre avuto – prosegue - la filosofia del finire bene, mai male. È un po’ come sbagliare l’ultima battuta in allenamento: non si finisce mai con un errore. Sono quindi contenta di aver chiuso così la mia carriera, e di averlo fatto con una bella squadra attorno a me. È stato un anno bello e, per quanto io sia stata assente, non mi sono mai sentita esclusa».

Il suo ruolo da project manager, però, quest’anno l’ha fatta davvero faticare a gestire gli allenamenti, figuriamoci cosa avrebbe potuto essere proseguendo l’avventura alla ClericiAuto, con il carico di impegni supplementari derivanti dal passaggio di categoria.

«Questo è un anno degno per chiudere in bellezza. Un grazie speciale a tutta la società e alle ragazze che mi hanno permesso di concludere felice, con il sorriso stampato in faccia», racconta ripensando ai 18 anni passati sui campi da gioco e a quell’approdo a Cabiate dopo aver girato mezza Lombardia della pallavolo femminile, tra cui Sanda Volley e Novate a rappresentare le tappe di maggior significato.

«Sono molto fiera – continua Mestriner - di quello che le mie compagne hanno fatto, che abbiamo fatto, e per l’impegno che ci hanno messo in tutti gli allenamenti. Sono veramente orgogliosa di dove siamo arrivate. Non era per niente scontato all’inizio, perché sapevamo di essere una buona squadra, ma non così buona com’è invece stato».

La vittoria nella finalissima, in questo contesto, è stata soltanto l’ultimo passaggio di un percorso costruito passo dopo passo nel corso dell’anno.

«Gare da gestire»

«Abbiamo fatto il miracolo contro Chieri. Secondo me è lì che abbiamo vinto i playoff. Chieri era la squadra più difficile dopo la prima parte del campionato dove c’era Pro Patria, che sicuramente era una spanna sopra di noi. Chieri avrebbe potuto esserlo, invece abbiamo dato il 120% e, così facendo, abbiamo chiuso il campionato. A Teramo e contro Padova sono state gare più semplici da gestire, più che altro perché eravamo cariche da quello che avevamo fatto a Chieri, ossia un autentico miracolo», conclude.

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