Quaglia: «Il naso rotto?
Ne è valsa la pena...»

Contro Reggio Emilia il centro toscano ha giocato per la prima volta minuti importanti a Desio.

«Uscire con il naso rotto dopo aver finalmente giocato è un sacrificio che si può anche fare volentieri. Ma per l’immediato futuro vorrei far soltanto sommessamente presente che ho già dato...». Francesco Quaglia, 28enne centro toscano della Mia, ha in effetti dovuto pagar pegno alla circostanza di essersi ritrovato per una volta protagonista. Se nelle venti partite precedenti si era dovuto accontentare di stare in campo complessivamente una dozzina di minuti (dai pochissimi secondi in quasi tutte agli 8 minuti concessigli a Venezia), nella 21a ha fatto il pieno con 12 minuti. Nella sola gara contro Reggio Emilia ha dunque improvvisamente bilanciato il paio di decine sin lì già andate in archivio.

Quaglia, 38” nella partita precedente contro Capo d’Orlando che non possono fare testo, contro la Grissin Bon ha in sostanza fatto il proprio debutto al PalaBancoDesio. «Speravo arrivasse questo momento - confessa - ed è arrivato all’interno di una sfida così tanto importante. Ho così giocato minuti preziosi in frangenti anche delicati perché comunque anche avanti di qualche punto, con Reggio non puoi mai sentirti al sicuro».

Nei primi mesi della stagione 2013-14, lei era stato allenato da Recalcati a Montegranaro. Ora come l’ha trovato? «Lui è sempre uguale, e con questa affermazione intendo rivolgergli un complimento. Perché ha sempre tantissima voglia di fare, di allenare, di insegnare ai giovani, di essere propositivo. È la classica persona che anche con poche parole riesci a trasmetterti molto».

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